mercoledì, aprile 20, 2005

La Blog TV ed il "farsi media"

Segnalo questo progetto di Nessuno.TV in collaborazione con Il Cannocchiale che pubblica sul web e trasmette sulle frequenze satellitari sue e di Taxi Channel una selezione scelta di blog video realizzati e trasmessi dagli utenti. Interessante il dibattito ospitato sul sito del progetto cui hanno preso parte diversi eminenti studiosi di media fra cui Mario Morcellini e Carlo Freccero. A margine segnalo anche il contribuito di Giovanni Boccia Artieri intitolato Videoblogging: "farsi media", la nuova era dell'utente.

sabato, aprile 16, 2005

Un nuovo mattoncino del farsi media

Non è una cosa particolarmente nuova (la prima versione dell'applicazione è stata rilasciata al pubblico nel maggio del 2004). Ne sono venuto a conoscenza tramite il blog di Giancarlo Mola. Si tratta di DONet (Data-drivenOverlay Network for live media streaming) ovvero una rete peer-to-peer a supporto dello streaming audio-video di tipo collaborativo. La notorietà di questa soluzione, i cui dettagli tecnici sono descritti in questo paper, è che viene attualmente utilizzata per ricevere via Internet le trasmissioni in diretta di alcune emittenti televisive che o non possono essere ricevute in altro modo o sono trasmesse criptate. La ricezione avviene attraverso un client la cui semplicità d'uso è disarmante. Ma la cosa più interessante non sta tanto nel fuire di questo servizio, quanto nell'offrirlo... In pratica con questo programma chiunque dotato di un computer mediamente potente e di una buona connesione a Internet (vedi server system requirments) può fare broadcast di una trasmissione televisiva che riceve attraverso una scheda TV. Si tratta di una cosa molto interessante. La logica della pirateria via Internet dei contenuti televisivi era fino ad ora vincolata all'idea di registrare qualcosa e distribuirlo attraverso un network peer-to-peer. Le dirette (utili sopratutto per gli eventi sportivi) erano in qualche modo impossibili. Il limite era tecnico. Lo streaming video richiede una larghezza di banda significativa sul lato dell'emittente che deve reggere un numero significativo di connessioni contemporanee. DONet al contrario, sfruttando la stessa intuizione di BitTorrent, fonda proprio sul numero di connessioni contemporanee la sua forza. Ovviamente è possibile trasmettere contenuti perfettamente legali (sarebbe poi da vedere quanto è illegale ritrasmettere via Internet un canale TV che magari non è affatto ricevibile in quell'area geografica) aprendo la porta allo streaming fai da te di contenuti autoprodotti. (da notare a margine che la logica di funzionamento del network mette in connessione diretta la popolarità di un evento con la sua trasmissibilità).

venerdì, aprile 15, 2005

SPAM e call for paper

Tutti i ricercatori ricevono ogni settimana, oltre alla significativa quantità di spam normale che tutti ormai sono abiutuati a ricevere, anche uno speciale tipo di spam a loro riservato: i call for papers. Stanchi di questo andazzo Jeremy Stribling e due fellow MIT graduate students hanno deciso di realizzare un'applicazione che generasse automaticamente dei paper da sottoporre alla review degli organizzatori di questi convegni. La cosa divertente è che sembra che uno di questi abstract sia stato accettato dall'organizzazione dell'annuale World Multiconference on Systemics, Cybernetics and Informatics (WMSCI), previsto dal 10 al 13 luglio a Orlando in Florida. I dettagli nella notizia di Reuters riporata da CNET.

martedì, aprile 05, 2005

rivoluzionario/conservatore

Si può essere rivoluzionari e conservatori allo stesso tempo? Si può esserlo senza entrare in costante schizofrenica contraddizione con se stessi? A pensarci bene si. A patto di trarre insegnamento da uno degli assiomi della comunicazione individuato dalla scuola di Palo Alto. Posso essere reazionario sul livello del contenuto e rivoluzionario su quello della relazione. Posso mantenere saldi i principi morali ed i valori che rappresento e allo stesso tempo creare una relazione di tipo diverso (nuovo) rispetto ai chi mi ha preceduto nel mio ruolo. Posso ballare con i giovani, abbracciare i bambini, cercare e non respingere il contatto con la folla, usare i mezzi di comunicazione di massa, far ruotare il bastone, viaggiare in ogni angolo del mondo, ascoltare Bob Dylan, parlare con Fidel Castro, mandare email ed sms, aprire un confronto con chi è diverso da me... e allo stesso tempo continuare a dire che il sesso prima del matrimonio è peccato. Non c'è contraddizione fra contenuto e relazione. Sono piani diversi.

lunedì, aprile 04, 2005

Affittasi reputazione

Se il bene più prezioso in un network sociale è la fiducia degli altri utenti, allora è comprensibile (seppur eticamente discutibile) che qualcuno sia disposto a pagare per affittare questa fiducia allo scopo di vendere qualche "fustino" in più. Sostanzialmente è la logica fondante di AdSense di Google. Recentemetne questra pratica ha fatto un certo scandalo sulla rete perchè è stata usata in modo nascosto dal sito di WordPress (uno dei più apprezzati tool per creare un blog personale). Chissà che effetto può avere tradire al fiducia in un social network...

sabato, aprile 02, 2005

IPTV vs Internet of video?

In questo interessante webcast, Jeremy Allaire di Brightcove, illustra la differenza fra IPTV e quella che lui chiama Internet of Video. L'IPTV secondo l'autore altro non sarebbe che l'evoluzione dell'offerta tradizionale delle corporation del bradcast aggiornata al protocollo IP. Sul versante opposto l'Internet of Video fa riferimento alla crescente rete di utenti che producono e diffondono contenuti video nei propri blog o attraverso piattaforme di distribuzione condivise come http://ourmedia.org. Non condivido molto questa netta contrapposizione, ma l'idea è ben argomentata.

mercoledì, marzo 30, 2005

Osservazioni di osservazioni

In questo articolo il New York Times spiega a modo suo come Internet stia diventando, dalle recensioni di recensioni ai musei di musei, il luogo delle osservazioni di ordine superiore al primo.

domenica, marzo 27, 2005

Media per le masse o attraverso le masse?

Con uno dei classici giochi linguistici propri di Marshall McLuhan, l'autore del blog What is the Message? propone una suggestiva alternativa terminologica ai mezzi di comunicazione per (for) le masse. Si tratta dei mezzi di comunicazione attraverso (by) le masse. Quest'ultima definizione si riferisce alle caratteristiche di filtro e riorganizzazione dei contenuti mediali che ognuno di noi mette in atto quando fruisce di uno o più media. Questa attività, quasi di tipo registico, costruisce la nostra visione della realtà e dunque il mondo che percepiamo. Si tratta in fondo del vecchio adagio di McLuhan sui media come estensione delle nostre capacità sensoriali, ma il modo di dirlo è divertente. :-) Incidentalmente segnalo, sempre a proposito di mezzi di comunicazione di massa per le masse, la sperimentazione denominata local net tv in atto presso la cittadina di Engerwitzdorf in Austria. Questa volta il Corriere.it ha battuto Slashdot nel riportare la notizia uscita inizialmente sul web della BBC. Visto che le descrizioni del progetto non mancano mi limito a rimandare a queste letture.

venerdì, marzo 25, 2005

Social TV

La TV è in crisi. Non in Italia. Almeno non ancora. Nei paesi con un più elevato livello di sviluppo delle tecnologie digitali la concorrenza dei videogames, della messaggistica istantanea e di Internet in generale inzia a pesare sopratutto sul consumo televisivo delle fasce giovanili tradizionalmente più interessanti per il marketing. Per rendere più accattivamente l'intrattenimento televisivo a questo target di utenti il Palo Alto Research Center (PARC) sta sperimentando una soluzione denominata Social TV. Social TV consente di commentare i programmi televisivi con amici a distanza. Il meccanismo è in qualche modo simile alla messaggistica istantanea anche se è stato sviluppato con specifici accorgimenti. I commenti, ad esempio, avvengono principalmente durante le pause pubblicitarie e gli spostamenti della testa dell'utente verso il video indica agli altri utenti connessi che è il momento di smettere di chiacchierare e riprendere a quardare lo show. Emozionalità connettiva allo stato puro. Perfetto per il prossimo festival di San Remo, per le partite di calcio e per Un posto al sole. Da notare che nei commenti dell'articolo di Many-To-Many che segnala il lavoro del PARC, viene fatto più di un riferimento a progetti analoghi sviluppati fra gli altri da Alcatel e da Tom Coates di BBC Radio.

domenica, marzo 20, 2005

Tempo di conferenze in USA

La scorsa settimana, negli Stati Uniti, si sono tenute due importanti conferenze sul social software. La prima, tenutasi a San Diego e organizzata da Tim O'Reilly, è stata l'annuale Emerging Technology Conference (ETech). La seconda, organizzata nell'ambito del south by southwest festivals, si è tenuta ad Austin in Texas. Anche se l'importanza degli eventi è paragonabile lo stile li ha diversificati. La conferenza di Austin ha avuto un impronta maggiormente orientata alle forme espressive (cinema, musica, tv) consentite dalle nuove tecnologie con speakers quali Bruce Sterling e Dan Gillmore. Sul sito della conferenza è disponibile la copertura video dei momenti salienti della conferenza. L'Emerging Technology Conference è stata maggiormente orientata alle tecnologie ed al mondo del business. Da notare alcune cose sparse come: il concetto emergent semantic, il panel coordinato da Clay Shirky con protagonisti l'ideatore di Wikipedia, quello di Flickr e quello di Del.icio.us sulle folksonimie, l'intervento denominato All Complex Ecosystems Have Parasites e quello denominato Wikipedia and the Future of Social Computing. Anche in questo caso la copertura della conferenza è stata massiccia e collaborativa.

sabato, marzo 12, 2005

Potenze di 10

Ovvero come spiegare riduzionismo e complessità con un semplice filmato che ci conduce da 10 milioni di anni luce di distanza dalla via lattea a tu per tu con un quanto. Ora anche nella libera interpretazione dei Simpson.

L'innovazione fra tecnologia e scienza: il caso della bicicletta

Nell'ambito del dibattito che prosegue sulle effettive prospettive del social software mi è capitato di leggere questo articolo che cita 'The Social Construction of Technological Systems' (tradotto in italiano con il titolo 'La bicicletta e altre innovazioni'). Questa raccolta di saggi mette in evidenza il ruolo delle varie comunità di professionisti e non che contribuiscono a determinare il successo di una innovazione.

mercoledì, marzo 09, 2005

Sul farsi media

WARNING! Post altamente teorico. Per la comprensione è richiesto conoscere almeno vagamente il libro "La Realtà dei Mass Media" di Niklas Luhmann. Dunque è un pò che ragionavamo con i miei colleghi su come leggere alcune tendenze proprie del sistema dei mass media che, con la notevole diffusione dell'uso dei blog ed alcune opportunità offerte dalle nuove tecnologie si rendono sempre più evidenti. Si tratta in pratica di leggere, sul piano dei sistemi viventi alcune linee evolutive. La tendenza, in generale, è quella ad introiettare ed utilizzare su se stessi una logica di osservazione di secondo ordine. Considerare questa tendenza nel quadro dell'accoppiamento strutturale fra sistema dei media e sistemi viventi sembra essere particolarmente promettente. A mio avviso è possibile infatti rintracciare tre fasi del processo che potremmo definire com "il farsi media". 1) Fase del consumo "acritico" La distinzione operazione/osservazione del sistema dei media non è interiorizzata. Il consumatore legge il lato dell'osservazione ma ignora quello dell'operazione. Esiste una tendendenza all'immedesimazione. "E' vero perchè lo ha detto la TV". 2) Fase del consumo "critico" Interiorizzazione della distinzione e della consapevolezza diffusa che i media costruiscono una loro realtà che si può osservare. Questa realtà è il frutto delle operazioni del sistema che possono anche essere osservate. Questa fase del consumo prevede dunque una capacità di osservare la distinzione operazione/osservazione. Si può oscillare fra immedesimazione e distaccamento. 3) Fase del farsi media Lo sviluppo delle nuove tecnologie (produzione/diffusione) consentono l'accesso alla possibilità per il sistema vivente di "operare" con le stesse logiche del sistema dei mass media. La distinzione può essere applicata a noi stessi (auto-osservazione). Oltre ad osservare la distinzione operazione/osservazione siamo in grado di usare questa distinzione. Si crea una abitudine all'auto-osservazione e ci si pensa come costruttori di realtà. Si può, ad esempio, costruire la propria indentità (come in un blog o come in un gioco di ruolo) usando i linguaggi dei media. L'interiorizzazione di questo aspetto può avere conseguenze notevoli sul piano etico (cibern-etica).

martedì, marzo 08, 2005

La TV over IP secondo SBC

In questo interessante dietro le quinte dei lavori che fervono a SBC per il lancio del nuovo servizio di televisione via Internet mi ha colpito in modo specifico questa parte:
Another idea is that consumers could generate their own TV channels to which others can subscribe. This could be used, for example, to broadcast photo slideshows and home movies to friends and family.
Questo scenario è di estremo interesse ed è oggetto di un position paper che abbiamo presentato con i miei colleghi Giovanni Boccia Artieri e Luca Rossi per la partecipazione al Social Computing Symposium 2005 organizzato da Microsoft Research.

lunedì, marzo 07, 2005

Da Technocrati ad Antonio Roversi

Mentre aspettavo i colleghi per una pizza casalinga sono incappato in questo post. Si parla dell'etichettamento sociale dei contenuti e di Technocrati. Questo mi ha fatto ricordare che era tempo che non facevo visita a questo sito che offre una serie di interessanti servizi per i blogger. Mi ero già iscritto ma non ricordando (come accade il più delle volte) la password e le user ho usato l'indispensabile tool password dimenticata per rimediare. Una volta dentro ho dato uno sguardo al servizio Watchlists che consente di inserire l'indirizzo di un blog per ottenere una lista di altri blog che hanno fatto riferimento al primo. Questa lista, come nelle migliori tradizioni viene esposta in formato RSS ed è dunque fruibile dagli appositi software. Ho così scoperto che sabato 5 marzo sono stato citato dal blog di Antonio Roversi (l'autore della ricerca Chat Line e del più recente Introduzione alla comunicazione mediata dal computer). Il blog è molto carino, pulito ed interessante. Segnalo sopratutto questo video che l'autore utilizza nei suoi corsi di introduzione alla comunicazione mediata dal computer. Morale della favola: il mondo è piccolo e le pizze arrivano sempre più tardi di quanto ti aspetti.

domenica, marzo 06, 2005

Mappe e territori

Sono sempre stato affascinato dalla possibilità di creare mappe dinamiche delle relazioni fra entità. TouchGraph utilizza le API (Application Programming Interface) pubbliche di alcuni servizi molto utilizzati come Google, Amazon e LiveJournal per realizzare delle reti di nodi interconnesse che testimoniano la relazione fra un certo elemento e degli altri. Per comprenderne il funzionamento è sufficente provare. Si possono realizzare mappe come questa: Ogni nodo può essere ulteriormente espanso. Altrettanto interessante il funzionamento delle ricerche dentro Amazon che mostrano le relazioni fra i libri. Particolarmente curioso, infine, Google-set-vista che sfrutta lo stesso motore per creare grafi interrogando però un misconosciuto servizio dei Google Labs denominato Set che, sulla base di alcuni elementi di un insieme, è in grado di restituire gli elementi mancanti. Tipo mettendo gatto, cane, topo, pulce... il servizio vi ritorna un bell'insieme di tutti gli animali. E questo vale anche per i sociologi. Mettendo Luhmann si ottiene Habermas. Espandendo Habermas appaiono Foucault, Derrida, Marcuse, Lyotard, Marx, Latour... Per concludere questo post geografico volevo segnalarvi che ho aggiunto un iconcina geourl al blog. GeoUrl consente di cercare i vicini di blog nel mondo reale sulla base delle coordinate geospaziali inserite dall'autore come metadati nella pagina.

venerdì, marzo 04, 2005

Accade nel 2010 (secondo DoCoMo)

Il provider di servizi di telefonia mobile giapponese ha pubblicato sul suo sito un divertente video intitolato "Old School Friends" che contiene in forma di fiction la vision dell'azienda sull'evoluzione della comunicazione mobile nei prossimi cinque/quindici anni. Particolarmente interessante la tipica miscela nipponica di valori della tradizione e tecnologie futuristiche.

[via Smart Mobs]

giovedì, marzo 03, 2005

Fra Ontologie e Folksonomie

Ancora un articolo molto interessante sul rapporto fra folksonomie ed ontologie (o tassonomie). Breve ma credo valga il tempo speso a leggerlo. Sono piuttosto interessanti anche la risposta a questo commmento di Clay Shirky sul blog collettaneo Many-to-Many e la conseguente risposta dell'autore del post originale.

Nature ed il Quantum Computers

Secondo questo articolo che appare sul numero di marzo della rivista Nature, la realizzazione di un computer basato sull'uso dei qbits potrebbe essere meno difficile del previsto. Lo scienziato Emanuel Knill del Commerce Department's National Institute of Standards and Technology (NIST) ha infatti mostrato come una gerarchia di controllo dell'errore (che ricorda molto l'idea di ridondanza) possa minimizzare l'instabilità propria di questo tipo di materia. Da quello che si può leggere su questa news che presenta brevemente i temi dell'articolo, la tecnica di correzione dell'errore sarebbe basata sui risultati ottenuti dal NIST nell'ambito degli esperimenti sul teletrasporto.

domenica, febbraio 20, 2005

Etichettare gli articoli scientifici

Era inevitabile che la logica di fuzionamento di siti come Flickr, Del.icio.us e 43 Things sarebbe stata ben presto applicata dalla comunità dei ricercatori alla clssificazione collaborativa degli articoli scientifici. Il servizio si chiama CiteULike e permette di creare una propria bibliografia personale classificando per parole chiave le pubblicazioni interessanti per il proprio lavoro. Al pari dei servizi analoghi è inoltre possibile "abbonarsi" ad alcune parole chiave specifiche per seguire i vari articoli che nel tempo vengono classificati dalla comunità sotto quella etichetta. Molto interessante la possibilità di esportare direttamente la bibliografia corrispondente ad una certa parola chiave nei formati EndNote e BibText e di pubblicare la propria bibliografia ad uso e consumo di altri (oltre che di se stessi). Aggiungo solo che questo approccio si oppone, in quanto a filosofia, al sistema di ricerca delle pubblicazioni scientifiche di Google (denominato Scholar) che indicizza e permette ricerche libere per parole chiave sugli articoli. Sono entrambe strategie per selezionare e gestire la conoscenza. Effettuando ricerche libere per parole chiave si ottiene spesso un numero eòevato di risultati che spesso soddisfano solo formalmente la nostra richiesta. Quello che conta in questo caso è l'ordine con il quale i contenuti corrispondenti alle parole chiave vengono mostrati. Questo ordine nel sistema di ranking di Google è ottenuto usando un algoritmo che considera qualitativamente migliori le risorse con un numero maggiore di link in entrata. Ineffetti si tratta di una logica di classificazione vs ordinamento. La logica della classificazione è propria anche del progetto del web semantico che, come mi è già capitato di scrivere, è strettamente imparentato con le soluzioni di classificazione sociale dei contenuti. Da questo punto di vista è interessante leggere quello che il team di ricercatori dietro il progetto MSpace hanno scritto presentando la loro soluzione di navigazione semantica dei contenuti. Secondo i ricercatori della School of Electronics and Computer Science at the University of Southampton, le soluzioni di ricerca/ordinamento alla Google sarebbero adatte ad un pubblico che già conosce per sommi capi la struttura del dominio di conoscenza nel quale di sta muovendo. Quando tuttavia, il dominio di conoscenza è ignoto, le soluzioni di navigazione semantica offrirebbero dei risultati molto migliori guidando l'utente verso la graduale conoscenza dello spazio di conoscenza che gli interessa.

venerdì, febbraio 18, 2005

Quei gran pirati degli inglesi

Secondo la società di consulenza contro la pirateria informatica Envisional gli inglesi guiderebbero (con il 18%) la classifica dello scambio illegale di programmi televisivi via Internet. Chi lo desidera può leggere l'introduzione direttamente dal sito di Envisional o richiedere via email l'accesso al report completo. Ne parlano the Guardian e la BBC. Per quanto mi riguarda mi limito a citare il commento alla notizia di un utente di Neowin.
Well, if you have to wait ages for a) The latest episode of *insert showname* to get onto any UK available channel (esp. terrestrial) or b) wait ages for the DVD (box set or no) or c) realise that C4 is starting season 11 of the Simpsons next week instead of season 13 (it's already been aired on BBC2!) then it's not particularly surprising this is the case. Being able to legally download shows (without some H4x0r5 dog in the corner) would definitely catch on...

martedì, febbraio 15, 2005

Voice over IP - Teleo

Dunque se capisco bene questo nuovo software competitor di Skype offre chiamate dall'Italia verso ogni numero (non mi sembra di aver trovato alcuna eccezione in relazione alle chiamate verso cellulari italiani) a 0,02 centesimi di dollaro al minuto. Dal sito c'è un versione scaricabile gratuitamente e funzionante per 30 giorni con 25 minuti di traffico verso la rete telefonica tradizional gratuito. Dopo l'abbonamento costa 4,95 dollari al mese (sempre decisamente meno del canone di Telecom Italia) con 250 minuti di traffico inclusi. Fantastica poi l'integrazione con Outlook.

Assolutamente da provare.

sabato, febbraio 12, 2005

Perchè la computer science è una scienza sociale

A chi mi conosce bene potrebbe sembrare l'ennesimo tentativo di difendere il libro sul quale sto lavorando da tempo dalle recenti autorevoli accuse di avere poco o nulla a che fare con la sociologia, attraverso il tentativo di allargare oltre ogni ragionevolge limite il campo delle scienze sociali fino ad includere l'ingegneria delle comunicazioni degli anni '50. Per prima cosa ci tengo a smentire con sdegno questa ipotesi! :-) Tanto più che a dire che la scienza del computer è Realmente una scienza sociale è un autorevole scienziato del computer (Jonathan D. Pincus, di Microsoft Research). L'autore descrive questa sua idea come un necessario salto di paradigma per la computer science e riporta un certo numero di esempi di ricerche dove problemi come quello della sicurezza informatica sono studiati a partire dal "lato umano" della cosa. A questo punto non mi resta che rivolgermi al guru locale di "modelli matematici per calcolare i requisiti quanti/qualitativi necessari per aprire un corso di laurea" di fare una botta di conti per l'apertura di questo corso per scienziati sociali del computer...

giovedì, febbraio 10, 2005

Ed anche Repubblica.it ci arrivò...

Ad esattamente un mese e due giorni di distanza dall'annuncio su questo blog il più visitato sito Internet di informazione italiano parla oggi di 43 Things. Spero che i miei conoscenti che lavorano da quelle parti non me ne vogliano ma farsi battere così da un non professionista non va bene :-)

domenica, febbraio 06, 2005

Etichettamento di ordine superiore al primo

Abbiamo già parlato dell'attività di etichettare i contenuti con delle parole chiave. Le etichette possono essere applicate praticamente a tutto: alle foto, alle pagine di internet, ai messaggi email nella nostra mailbox, etc. Ma le etichette possono essere anche applicate ad altre etichette. Con questa attività si possono creare reti di etichette che possono essere utilizzate per inferire, sulla base della struttura della rete, dei significati. Questo articolo descrive in modo molto chiaro questa possibilità.

venerdì, febbraio 04, 2005

Benedetti Blog

Scusate ma questa era troppo bella per non segnarla...

Rubo il titolo del post a Sergio Maistello, per segnalare l'autorevole opinione de La Civiltà Cattolica sulla blogosfera. Secondo la rivista dei gesuiti, i blog possono contribuire a riequilibrare il sistema mediatico nel suo complesso, integrando i tradizionali broadcast... [continua su Web Content Management etc.]

Un esempio pratico di come sarà la TV

La rete all news di Sky TV Italia ha lanciato all'inizio di febbraio una nuova rubrica dedicata al mondo delle tecnologie. Pianeta Internet, è questo il titolo della rubrica, va in onda ogni sabato alle 12.45. Gli argomenti trattati sono di stretta attualità e spaziano dai software sociali alla competizione nel mondo dei motori di ricerca dopo il lancio del nuovo servizio di MSN. A parte i contenuti, la cosa più interessante, a mio avviso, consiste nel fatto che la trasmissione è dotata di un blog. Questo blog è dotato di un flusso RSS. E questo flusso RSS consente di scaricare i file video delle puntate della trasmissione in formato .torrent. In pratica è il primo esempio pratico di quello che avevo descritto parlando della TV ai tempi di Bitorrent. Una volta abbonati all'RSS della trasmissione possiamo configurare il nostro client bitorrent per avviare, quando disponibile una nuova puntata, automaticamente il download del file video. Quando avremo tempo e voglia di guardarci Pianeta Internet non dovremo fare altro che lanciare il video della puntata che ci interessa dal nostro PC.

Ttriple play: scenari di sviluppo fra Voice, Data e TV over IP

In Svizzera, nel cuore della vecchia Europa, è in corso uno scontro commerciale che prelude a quello che accadrà in tutta Europa nei prossimi anni. Da una parte gli operatori telefonici tradizionali, in genere ex-monopolisiti, come Swisscom e la nostra Telecom Italia. Dall'altra i provider di servizi via cavo come Cablecom e la nostra FastWeb. Le offerte di queste due diverse tipologie di operatori stanno da tempo convergendo verso uno offerta complessiva che unisca in un unico pacchetto i servizi voce (telefonia), dati (Internet) e video (TV). Questa offerta integrata, etichettata come "Triple Play", oltre ad essere articolata su tre media diversi consentirà di aumentare gli introiti provenienti da un unica famiglia fino a tre volte (fino a 150 dollari mensili per famiglia). Inolte ha un utile (per l'opertore) effetto di aumentare la fedeltà del cliente che ha interesse ad acquistare il pacchetto integrato di servizi da uno stesso provider. Vogliamo scommettere che Telecom Italia, entro il 2005, lancerà un offerta di tipo "Triple Play" in partnership con Microsoft sull'IPTV? L'articolo che descrive l'interessante scenario Svizzero è molto dettagliato ed interessante. Una lettura certamente consigliata.

mercoledì, febbraio 02, 2005

Lo zen e l'arte dell'etichettamento

Segnalo questo bell'articolo di Daniel Terdiman su Wired. L'oggetto riguarda l'utilizzo delle user-generated tags (ovvero le così dette folksonomies di cui avevo parlato un pò di tempo fa in relazione alle ontologie del semantic web). Si tratta di una brillante introduzione all'argomento non priva dell'ironia tipica di questa storica rivista.

sabato, gennaio 29, 2005

Business Week parla di IPTV

Un articolo di Business Week descrive lo scenario prossimo futuro della TV fra operatori di telefonia mobile e fissa, broadcaster tradizionali (satellitari, via cavo e digitale terrestre) e software house.

venerdì, gennaio 28, 2005

Folksonomy o Ontology? Folksology!

Prima un paio di definizioni:
  • Ontology= Sono le ontologie che fondano il progetto del web semantico. Si tratta di descrizioni formali di certe aree del sapere o domini concettuali progettate per essere consistenti e non contraddittorie. Applicazioni o serivizi che facciano uso della stessa ontologia possono interagire in modo evoluto e contestualizzare gli scambi di informazioni e dati. Una ontologia deve essere decisa da qualcuno ed accettata da tutti gli altri affinchè sia efficace. Un esempio di una semplice ontologia che funziona oggi è RSS che descrive la struttura di metadati che dovrebbe corredare una news o il post di un blog;
  • Folksonomy= Le folksonomie o tassonomie della gente sono esemplificate da alcuni software sociali che funzionano attraverso l'etichettamento di contenuti curato e condiviso dagli utenti. Gli esempi più celebri sono il sistema di social bookmarking del.icio.us ed il sistema di classificazione delle foto di Flickr. L'attività di etichettare i contenuti è inoltre alla base del funzionamento di GMail e di molti software per gestire blog che consetono di classificare il contenuto dei post. Questi ultimi esempi, in quanto sistemi di classificazione di tipo personale (le etichette non sono condivise con altri) non costituiscono esempi di folksonomies anche se condividono con questi l'idea dell'etichettamento (tagging). Le folksonomie essendo costruite dal basso emegono dall'attività dei singoli utenti e non necessitano dunque di nessun accordo preventivo. Sul lato degli svantaggi c'è tuttavia da registrare la classificazione di contenuti simili sotto etichette diverse (i sinonimi), l'ambiguità semantica di alcune etichette (per non parlare delle traduzioni delle etichette in lingue diverse dall'originale) e l'uso volutamente improprio di certe etichette allo scopo di aumentare l'interesse degli utenti verso un certo contenuto.

In questo interessantissima riflessione, pubblicata sul blog minding the planet, l'autore propone di interpretare questi due sistemi di classificazione all'apparenza mutualmente esclusivi secondo una linea di continiutà che considera la folksonomie come versioni leggere delle ontologie.

<--------------------------------------------------------------------------------------> Social tagging Folder systems Taxonomies Databases Ontologies

Ma c'è di più. Una soluzione elegante di superamento di questo dualismo sta nell'idea della folktology. Si tratta di consentire alla comunità degli utenti non sono di classificare i contenuti secondo uno schema semantico dato (una ontologia) ma di poter modificare le classi che costituiscono gli schemi premiando o punendo con un sistema di credito/discredito le classificazioni più o meno utilizzate dalla comunità.

Personalmente è un pò che pensavo a questa cosa e per puro caso anche io avevo pensato alla parola folktology. Si parla molto di come fare comunicare le diverse ontologie. Se esistesse un software semplice - non come Protégé - per poter creare una propria ontologia personale (in fondo è quello che tutti facciamo quando classifichiamo i nostri documenti nelle cartelle di windows) e per condividerla si potrebbero veramente creare degli interessanti software sociali di classificazione.

giovedì, gennaio 27, 2005

E poi Microsoft comprò Tivo...

Robin Sloan, l'autore del filmato flash che descrive il sistema dei media e delle news nel 2014, ha linkato nel sito ufficiale la traduzioni in italiano del transcript che avevo pubblicato qualche tempo fa... :-)

mercoledì, gennaio 26, 2005

Google e la TV

Qualche giorno fa avevo parlato della disaggregazione dei contenuti televisivi in piccole unità e dell'impatto che questa logica atomistica (analoga a quella dei post dei blog) avrebbe avuto sul concetto di canale e di flusso televisivo al quale noi siamo abituati. In un certo senso guardare l'IPTV sarà un pò come navigare nel web. Non sorprende dunque che Google abbia lanciato l'ennesimo servizio per effettuare ricerche nei contenuti video trasmessi da alcuni broadcaster americani. La cosa interessante è che la ricerca viene effettuata nei closed caption (una specie di sottotitoli per non udenti con descrizioni complete dei rumori e dei dialoghi) nella maggior parte delle trasmissioni televisive. Veramente molto interessante.

ddek e la meccanica quantistica

Dunque l'incontro trasmesso da C-SPAN dalla Library of Congress è stato interessante sopratutto se si conosce l'inglese e si desidera assistere ad una introduzione semplice ai principi della fisica quantistica. L'idea era quella di discutere delle frontiere fra la fisica classica e fisica quantistica e dello sviluppo dei computer quantistici. Questa discussione si innesta, come ha detto Derrick de Kerckhove nella sua breve introduzione, nel varco aperto da Einstein con la teoria della relatività. Nella lezione introduttiva, il fisico Juan Pablo Paz che lavora attualmente presso i Los Alamos National Laboratory, ha inizialmente spiegato, in un veloce excursus che è andato dall'abaco al transistor, cosa è un computer dal punto di vita fisico. Ha poi introdotto la legge di Moore dandone una lettura leggermete diversa da quella tradizionale. In pratica l'idea è quella di calcolare quanti oggetti materiali siano necessari per rappresentare un bit di informazione. Questo numero decresce nel tempo e tende verso una coincidenza potenziale fra un oggetto materiale ed un bit. L'oggetto materiale potrebbe anche essere un atomo. Un atomo un bit. Questo risultato rappresenta una limite teorico nello sviluppo dell'eleborazione dell'informazione e l'inzio del dominio della fisica quantistica. Il computer, dal punto di vista fisico, è dunque un sistema che conserva e processa informazioni. L'informazione non esiste se non è rappresentata in qualche modo in un oggetto fisico. L'informazione è in questo senso dominio della fisica e deve sottostare a le sue leggi. Ad esempio per trasmettere da A a B non lo si può fare più velocemente della velocità della luce. Da questo punto di vista la fisica quantistica apre il mondo a nuove e diversi limiti rispetto alla fisica tradizionale. Ad esempio un bit di informazione potrebbe essere rappresentato da un elemento di materia minore di un atomo. E' seguita la classica dimostrazione dell'esperimento del passaggio dei fotoni (particelle di luce, introdotti da Einstein) attraverso un splitter (uno specchio che riflette parte della luce e lascia passare l'altra) che tende a dimostrare come i fototoni (gli elementi che compongono la luce) non seguano una traiettoria definita. In pratica esistono in uno stato che è insieme uno e zero. Il problema è che quando andiamo ad osservare questo valore misurandolo otteniamo uno dei due valori (o 1 o 0). Se questo vi sembra disorientante siete sulla strada giusta per capire i principi della fisica quantistica. Quello che è interessante qui è che lo stato (1 o 0) è, in qualche modo, generato dalla misurazione. Un sistema fisico può rappresentare un bit classico se può esistere in due stati distinti (0/1). Ad esempio una palla da biliardo che si muove in una certa direzione e nella direzione opposta. Nel mondo microscopico le "palle" (particelle come gli elettroni ed i fotoni) non seguono traiettorie definite. Possono esistere in stati che sono insieme 0 e 1. I qbit possono esistere in uno stato più generale rispetto a bit tradizionali. Dunque la differenza principale fra un computer classico ed uno quantistico consiste nel fatto che il compututer tradizionale computa modificando il valore di ogni bit che può assumere uno dei due stati possibili (0/1). Si può dire che segue una traiettoria computazionale che va di stato in stato. Il computer quantistico potrà seguire più traiettorie computazionali allo stesso tempo (come il fotone). E' dunque caratterizzato da un forma intrinseca di parallelismo computazionale. Il problema è che allo stato attuale dello sviluppo scientifico non siamo in grado di governare agevolmente gli stati dei qbit. I computer quantistici sono molto sensibili all'interazione con l'ambiente. Uno degli esempi di successo dei computer quantistici riguarda il calcolo dei numeri primi di un numero intero molto grande. I computer quantistici sono molto più veloci di quelli tradizionali. Questo consentirà di descrittare facilmente ed in poco tempo i codici crittografici attualmente utilizzati per garantire la sicurezza delle transazioni cifrate. Secondo Juan Pablo Paz non avremo tuttavia un computer quantistico funzionante entro i prossimi 10-20 anni. E' plausibile pensare che i chip quantistici potranno essere in una prima analisi usati per calcoli molto specifici ed affiancheranno i chip tradizionali in modo analogo al modo in cui i coprocessori matematici affiancavano fino a qualche hanno fa le CPU dei computer. Al momento il sistema quantistico con un maggiore numero di bit attualmente disponibile è composto da 10 qbit. Le tecnologie utilizzate non sono, secondo Juan Pablo Paz, tuttavia scalabili e non rappresentano una prospettiva promettete per lo sviluppo di effettivi computer quantistici. La sessione di domande e risposte è stata abbastanza interessante e de Kerckhove ha posto alcune domande. La più interessante di tutte, a mio avviso, è stata quella finale. In pratica de Kerckhove ha chiesto se l'idea che il qbit esiste in uno stato che è insieme 1 e 0 potrà portare allo sviluppo di una logica diversa da quella tradizionale aristotelica. La risposta del fisico è stata abbastanza netta e negativa. Infatti pur esistendo in questo stato neutro, la misurazione del qbit dà sempre come risposta uno dei due stati (o 0 o 1). Da questo incontro è comunque emerso in modo piuttosto chiaro che ragionare ora degli effetti sociali di una tecnologia che esisterà forse fra 20 anni appare, a oggi, prematuro.

lunedì, gennaio 24, 2005

L'analogico, il digitale e il quantico

Sono le tre fase dell'era elettrica per Derrick de Kerckhove. La redazione del sito web di Indire ha gentilmente editato e pubblicato un contributo che ho scritto su questo tema dopo aver ascoltato de Kerckhove a Urbino in occasione della laurea ad honorem in Sociologia che gli è stata conferita. Alla luce di tutto questo assume particolare interesse l'incontro che si svolgerà questo pomeriggio alle 18:30 locali (durante la notte in Italia) nell'ambito del ciclo organizzato dalla Library of Congress sul Digital Future. Derrick de Kerckhove intervisterà infatti il fisico quantistico Juan Pablo Paz sul tema dei cambiamenti che l'informatica quantistica potrebbe apportare al nostro modo di conoscere e condividere le informazioni. L'incontro viene trasmesso in diretta da C-SPAN. Per chi non potesse, volesse seguire l'evento in streaming cercherò di pubblicare domani un rendiconto delle fasi salienti e dei principali temi del dibattito.

Ancora su convergenza e cellulari

Leggo proprio oggi di questa ricerca realizzata da Diffusion Group su un campione di possessori di cellulari ed utenti di Internet. Il 42% degli intervistati si è detto interessato ad ascoltare musica sul proprio cellulare ed il 30% a guardarci film, video o comunque contenuti fatti da immagini. Interessante il commento di Engadget.

We actually thought the number for music would be higher, given the fact that cellphones are already wired for sound. But the fact that only 25% said they’d want digital music players on their cellphones shows that there may be a need for some consumer education when it comes to putting music on phones. Motorola-iTunes, anyone?

iTunes come noto è la soluzione Apple per il download a pagamento dei file musicali. Il servizio funziona ovviamente in stretta integrazione con iPod per la sincronizzazione dei brani con il proprio desktop. Motorola ha da poco annunciato lo sviluppo e la commercializzazione di una propria linea di cellulari che integra il software di Apple direttamente su un dispositivo mobile.

venerdì, gennaio 21, 2005

L'iPod nel cellulare

Questo articolo di Business Week descrive uno scenario di convergenza centrata sui telefoni cellulari. Alcuni telefoni sono già in grado di riprodurre file musiciali in formato MP3 e filmati, sono dotati di telecamere dalle prestazioni comparabili a quelle delle fotocamere digitali, sono in grado di scaricare filmati da una connessione Internet. In pratica i cellulari sono dei piccoli media center portatili. In questo senso sarà interessante vedere che rapporto ci sarà fra i tradizionali player mp3 ed i portable media center.

L'idea centrale è indubbiamente corretta. Perchè dovrei portarmi dietro un iPod, un Portable Media Center, un palmare, etc. (con i relativi alimentatore e cavi) quando posso usare per tutto questo il telefono che già oggi sono in qualche modo costretto a portarmi dietro?

Personalmente ritengo che il boom dei telefoni cellulari in USA determinerà (o meglio sta già determinando) una potente spinta verso l'evoluzione dei software dei telefoni cellulari. Proprio oggi sono comparse sul web le prime immagini della nuova versione del sistema operativo Windows Mobile (per SmartPhone e PocketPC). Nome in codice: Magneto. 

martedì, gennaio 18, 2005

Il futuro dell'IPTV?

Un interessante report (The Business of IPTV: Global Analysis & Forecasts) sullo sviluppo della televisione trasmessa attraverso Internet realizzato dalla società di ricerca TDG.

Secondo questo studio:

  • i ricavi del settore raggiungeranno i 17 miliardi di dollari per il 2010 con tasso di crescita annuale (2004/2010) previsto approssimativamente intorno al 102% annuo;
  • la tecnologia di compressione del segnale video MPEG-2 (attualmente usata nella televisione digitale terrestre e satellitare) richiede una larghezza di banda che ai costi attuali rende economicamente sostenibile una offerta televisiva che sfrutti questa tecnologie di compressione su Internet (come fa Fastweb in Italia). Nuovi e più efficenti algoritmi di compressione sono ormai, inoltre, ampiamente utilizzati;
  • La tecnologia di trasmissione via IP si espanderà presto oltre gli operatori di connettività broadbans (in genere le compagni telefoniche) e coinolgerà la trasmissione digitale terrestre e satellitare;
  • Per la televisione satellitare questa tecnologie renderà possibile lo sviluppo del video on demand consentendo a queste società di competere direttamente con gli operatori via cavo. Allo stesso modo le minori richieste di banda dell'IPTV renderanno possibile la trasmissione di programmi in alta definizione. Un altro possibile business per questi operatori potrà essere quello della TV via satellite sui telefoni cellulari. Esistono già modelli in commercializzati in corea in grado di ricevere questi segnali;
  • I tradizionali operatori di IPTV (streaming dei contenuti via Internet su PC) rimarranno in un mercato di nicchia a dispetto della crescita del mercato più complessivo.
[via PubSub: IPTV]

giovedì, gennaio 13, 2005

Il blog ed il sistema dei media

Un articolo di Wired ragiona sulle crescenti difficoltà che i giornalisti che pubblicano blog personali hanno nel conciliare questa attività con quella più tradizionale che svolgono nell'ambito del giornalismo mainstream. Molto interessante.

IPTV in Cina

La Cina sarà la prima nazione al mondo a rilasciare agli operatori interessati (principalmente le compagnie telefoniche e i broadcaster tradizionali) le necessarie licenze per trasmettere la televisione via Internet. A parte il curioso controsenso di dover possedere una licenza per trasmettere qualcosa su Internet, la cosa è interessante.

Il mercato di accessi a larga banda in Cina è in piena espansione, alcune stime prevedono che gli utenti di Internet, nel giro di pochi anni, supereranno quelli della TV. Il mercato potenziale previsto per l'IPTV cinese sarà di 100 milioni di utenti per il 2008.

La situazione è descritta in questo articolo pubblicato inizialmente su China Daily.

martedì, gennaio 11, 2005

mac mini

silenzioso, processore G4 1.25GHz, hd: 40Gb. USB, Firewire.

costo a partire da: 499$

Maggiori dettagli a: http://www.apple.com/macmini/

Casualità o "semplicemente" complessità?

Sembra che uno dei nuovi slogan (qui in una fotografia rubata durante le fasi di allestimento) che la Apple presenterà al MacWorld che apre oggi a San Francisco sarà: Life is random.

iPod flash Life is Random
 
Dal celebre spot del 1984 Apple ha dimostrato una capacità di anticipare o forse interpretare i tempi (in quel caso si contrapponeva il neonato Personal Computer al classico mondo dell'informatica per specialisti). Credo che tutto questo contribuisca alla stratificazione di una certa semantica della società che tende sempre più a riconoscere la non-prevedibilità (e non necessità) di molti eventi. Non è una tendenza nuova, ma quando questa si manifesta pubblicamente (nella pubblicità, nella letteratura, nei discorsi quotidiani) è sempre un fenomeno interessante.

sabato, gennaio 08, 2005

43 cose da fare

L'ultima in fatto di social software è 43 Things. L'idea è semplice e allo stesso tempo interessante.

Ogni utente inserisce da una a 43 cose che intende portare a termine. Se uno degli obiettivi inseriti coincide con quello espresso da qualcun'altro il sistema vi mette in contatto. Per esempio, inserendo "write a book" si scopre che al momento ci sono ben 91 altre persone che condividono con me questo ambizioso obiettivo. A questo punto si può decidere di approfondire la conoscenza con i nostri nuovi "colleghi" per vedere se possiamo darci una mano l'un l'altro scambiandoci trucchi o esperienze. Ovviamente il tutto può essere "comodamente" seguito attraverso il linguaggio RSS ed il fido aggregatore di feed.

Ovviamente anche questo servizio ha, come Google, la sua classifica delle "cose più da fare" che aggregano le preferenze espresse dagli utenti. La classifica, in quello che ritengo uno splendido esempio di auto-referenza, vede in questo momento trionfare nel ruolo di "cosa più da fare di tutte" la voce Try out 43 Things. 

venerdì, gennaio 07, 2005

96 anni e quattro giorni prima

Erano esattamente le cinque del mattino di lunedì 28 dicembre 1908 quando un sisma spaventoso e un maremoto terrificante sconvolsero lo stretto di Messina. Due città, la stessa Messina e Reggio Calabria, furono completamente rase al suolo. Le vittime, accertate, si calcolarono in più di settantamila. Ma le prime notizie del disastro apparvero, in maniera ancora assai vaga ed approssimativa, soltanto sulle edizioni del mattino dei giornali del successivo 29 dicembre. Non solo, ma la stessa notizia della catastrofe arrivò nella capitale - e sotto forma di un normale telegramma - soltanto alle ore 17,45 di quel 28 dicembre: più di dodici ore a distanza dell'evento. Vale la pena di citare una delle primissime informazioni giornalistiche sull'argomento: il "Giornale d'Italia" che, uscito a Roma nel pomeriggio del 29 dicembre, così riferiva sull'evento nei suoi dispacci romani datati, ovviamente, il giorno prima: "gravissime preoccupazioni aveva destato nel Governo il fatto che da Messina fino alle ore 18 di stasera non giunsero notizie non soltanto per telegrafo o per telefono, ma neanche per radio-telefono. Eppure esiste a Messina la stazione radiotelegrafica di Fonte Spuria che può comunicare, data la sua potenza, anche con la stazione radio-telegrafica di Monte Mario di Roma. Eppure è a Messina, nave appoggio della sqadriglia di dieci torpedinieri, l'incrociatore 'Piemonte' pure dotato di apparecchi radiotelegrafici atti a comunicare con la stazione radiotelegrafica di Roma, con quella di Napoli, con la squadra navale che era oggi a Napoli. La stazione di Monte Mario - continua il servizio del "Giornale d'Italia" - ha invano chiamato disperatamente tutt'oggi la stazione di Messina e di 'Piemonte'. Nessuno ha risposto!". Il tragico silenzio preoccupò moltissimo il Ministero della Marina. Già erano stati dati ordini ad alcune navi di recarsi a Messina da Napoli per assumere informazioni e per portare eventualmente soccorsi, quando alle ore 17,45 giunse finalmente, dopo aver fatto un lunghissimo giro, il telegramma che il Comandante della 'Spica', capitano di corvetta Cerbino, spedì da Marina di Nicotera; la prima città rivierasca calabrese indenne dal sisma. Ed anche questo telegramma - il primo che diede a Roma la notizia del disastro, delle due città "semidistrutte" e della stessa morte del Comandante della nave 'Piemonte' (sepolto insieme alla sua famiglia sotto le macerie della sua casa a Messina) - è protagonista di una storia che ha un suo proprio posto nelle lunghe vicende della informazione a largo raggio. La torpediniera 'Spica' fu l'unica a scampare al maremoto che, insieme con il terremoto, aveva sconvolto il porto di Messina. Al comando del Capitano di corvetta Cerbino, durante tutto il giorno 28 dicembre risalì la costa calabro-tirrenica della provincia diReggio trovando sempre pasei distrutti e linee telegrafiche travolte. Solo nel tardo pomeriggio, a Marina di Nicotera, in provincia di Catanzaro, dispose del primo ufficio telegrafico non distrutto dal terremoto. E da questo ufficio partì quel telegramma che. trasmesso alle 17,25, impiegò un "lunghissimo giro" per giungere alle 17,45 sul tavolo del Ministro della Marina. I giornali quotidiani poterono, così, dare notizia soltanto nelle prime edizioni del mattino del 29 dicembre e solo allora, attraverso le insormontabili impedenze legate al canale grafico e alla funzione di ridondanza del circuito secondario del flusso informativo, i vasti settori di una pubblica opinione - ovviamente anche'essa diversamente stratificata - vennero a conoscenza delle prima dimensioni dell'evento. Gli stessi titoli dei giornali danno la conferma di questo difficoltoso e lento fluire delle notizie, se il "Giorno" - il quotidiano diretto a Napoli da Matilde Serao - che il 29 dicembre aveva titolato a tutta pagina: "lo spaventoso terremoto iermattina in Calabria e tutta la Sicilia" deve aspettare il successivo giorno 30 dicembre per il vero titolo informativo: "è confermata la rovina di Messina e di Reggio". Questa lentezza diminuì sensibilmente nei giorni successivi, mano a mano che gli "inviati speciali", giunti con i messi di fortuna e, i più veloci, in automobile, poterono arricchire di informazioni e di particolari le cronache dei giornali, ma occorre attendere il 10 gennaio 1909 per avere i primi messaggi iconici, le prime fotografie, cioè, pubblicate in una edizione speciale di 32 pagine della "Illustrazione Italiana" il settimanale illustrato che allora era all'avanguardia nella informazione commentata e documentata, sopratutto, da fotografie, o disegni.L'"Illustrazione" era, in verità, uscita regolarmente il 3 gennaio 1909, primo numero utile dopo il disastro, ma si era dovuta limitare ad un ampio "reportage" scritto, corredato solo da una cartina geografica della Calabria per indicare, almeno, il luogo del sisma. Ciò aveva, evidentemente, suscitato reazioni e proteste nei lettori, se il numero successivo, quello appunto del 10 gennaio (uscito cioè, non in "straordinaria", ma in edizione "speciale" alla data prevista settimanale) apriva il suo eccezionale foto-reportage con questo commento, che è un autentico 'squarcio' su ciò che la tecnologia della comunicazione e dei collegamenti consentiva, appena settant'anni fa, al giornalismo illustrato certamente, allora fra i d'avanguardia.L'editoriale, in corsivo, così - anche in maniera risentita - si esprime: "è incredibile la difficoltà che anno anco persone colte ed intelligenti a rendersi conto di due elementi di primissima importanza in ogni caso: il tempo e la distanza. Così è capitato questo stranissimo fatto, che parecchidei nostri lettori, anche fra i più intelligenti, ci hanno espresso la loro sorpresa di non aver trovato nel numero scorso del 3 gennaio, fotografie o disegni dellagrande catastrofe di Reggio e Messina! E non si sono accorti che ciò era materialmente impossibile per ragioni di tempo e distanza. Le prime notizie assai vaghe e confuse del terremoto, e che si speravano esagerate, furono date dai giornali quotidiani martedì mattina 29 dicembre. In tempi normali e con treni direttissimi occorrono due giorni di viaggio da Reggio Calabria a Milano, vale a dire che, se un fotografo sopravvisssuto con la sua macchina avesse spedito qualche negativa a Messina, questa avrebbe potuto arrivare a Milano venerdì 1 gennaio, già troppo tardi per i giornali illustrati che a Milano, come a Parigi, a Londra, a Lipsia e a New York, vanno in macchina al più tardì giovedì. Ma purtroppo a Messina in quell'alba tragica di dicembre si combatteva per la vita: la città per ben quattro giorni fu isolata dal mondo; ogni comunicazione telegrafica era interrotta; figuratevi dunque il reportage fotografico! Marted' sera - prosegue, spiegando sempre, l'editoriale dell'Illustrazione" - partì il nostro primo 'inviato speciale' e potè portare a Milano soltanto la Domenica 3 gennaio le prime negative del disastro: mercoledì (30 dicembre) partì per la Sicilia il nostro Ximenes, reduce quella mattina stessa da Costantinopoli, e la sera Mario Morazzo partiva con la sua automobile per l'estrema Calabria. Avremmo potuto forse saziare la prima curiosità dei lettori facendo seseguire un disegno impressionante e fantastico della catastrofe come fanno di solito i giornali popolari. Ma questi sistemi di "imagerie populaire" che stanno benissimo nei giornali colorati da due soldi, i quali vengono fatti a base di immaginazione, non di convengono più ai giornali grandi e importanti, come il nostro, che sono fatti a base di documenti veri, di fotografie prese sul posto. I lettori dei giornali serii vogliono la verità e il documento. Il numero che oggi soltanto siamo in grado di pubblicare - conclue sentenziosamente, con sussiego e con quel tocco di esterofilia così trionfante nel nuovo giornalismo di allora, il "commento" dell'"Illustrazione Italiana" - è di ben 32 pagine e presenta un quadro completo e palpitante dell'immane catastrofe in tuee le sue fasi, in tutti i suoi episodi più commoventi e drammatici, tale da costituire un documento storico, unico e definitivo, dell'ora tragica che attraversiamo. Prova ne sia che di questi giorni tutti i grandi giornali di Francia, d'Inghilterra e d'America hanno fatto appello alla Illustrazione Italiana per poter illustrare contemporanemente, con documenti vivi e interessanti, la nostra grande sciagura."
tratto da Enrico Mascilli Migliorini, La comunicazione istantanea, Guida Editori, Napoli 1987.

lunedì, gennaio 03, 2005

Un blog, un forum e il paradosso della publicy

Potere delle reti... controllando gli accessi a questo sito ho scoperto che molti contatti provenivano da un blog di un gruppo di ex studenti che da alcuni mesi hanno iniziato ad usare quello spazio per tenersi in contatto, annotare le loro sensazioni sul mondo del lavoro, scherzare sugli ex-docenti, organizzare attività ludiche e ricreative, ricordare i bei tempi andati. In altre parole per raccontare insieme, come loro stessi dicono, "2 ca**ate". Poi c'è un forum di discussione. Uno spazio auto-gestito dagli studenti in corso. Si tratta, quasi sempre, di temi seri: l'etica della professione, i maestri, l'attualità. In molti degli interventi non faccio fatica a rintracciare alcuni dei temi che mi è capitato spesso di discutere intorno a una tavola con gli ex-studenti. La profondità delle argomentazioni ed il piacere che traspare nel discutere a fondo di una argomento che ti appassiona è lo stesso. Leggendo il blog ho scoperto che gli ex-studenti osservavano e commentavano con sguardo disincantato ma spesso in modo positivo quello che accadeva nel forum degli studenti. Senza pensarci più di tanto ho pensato di mettere in contatto diretto queste due comunità. Ho lasciato un commento nel blog ed un post nel forum. Il contatto, in poche ore è avvenuto. Quello che non avevo calcolato era l'effetto paradossale del fenomeno della publicy (contrazione di pubblico e privacy). Il blog, diario privato ma pubblico. Senza volerlo ho infranto la publicy degli ex-studenti. Me ne scuso. Un caro saluto ed un inboccallupo a tutti. P.S. Per ovvi motivi di rispetto della publicy non linko nè il forum nè il blog.

giovedì, dicembre 30, 2004

Le mie previsioni per i prossimi 10 anni

Fine anno è tempo di bilanci, previsioni e buoni propositi. Per rispettare la tradizione ho deciso, seguendo l'esempio delle trascrizioni già disponibili in inglese, francese, spagnolo e basco, di pubblicare una traduzione italiana dei testi del filmato prodotto dal Museum of Media History che racconta retrospettivamente l'evoluzione del sistema dei media dal 1989 al 2015. *** Nel 2014 le persone hanno accesso ad una vastità e profondità di informazioni inimmaginabili in un'era precedente. Tutti contribuiscono in qualche modo. Tutti partecipano a creare un panorama mediale (mediascape) vivo e pulsante. La stampa, tuttavia, per come la si conosceva, ha cessato di esistere. La fortuna ed il prestigio di chi lavora nel mondo dei media si sono progressivamente affievoliti. Le organizzazioni editoriali ed informative sono diventate un'ideale, una riminiscenza di un passato non troppo lontano. La strada verso il 2014 inizia a metà del ventesimo secolo. Nel 1989 Tim Berners Lee, un computer scientist che lavorava presso il laboratorio di fisica delle particelle del CERN in Svizzera, inventa il World Wide Web. Il 1994 vede la nascita di Amazon.com. Si tratta della concretizzazione dei sogni del suo giovane creatore di un negozio che vendesse tutto. Il modello di Amazon, che diventerà uno standard delle vendite via Internet, è costruito sulla automazione di raccomandazioni personalizzate - un negozio che può offrire suggerimenti. Nel 1998, due programmatori di Stanford creano Google. Il loro algoritmo si richiama idealmente al linguaggio di Amazon, i link sono considerati come raccomandazioni, e questo fonda la forza del più efficace motore di ricerca del mondo. Nel 1999, Tivo trasforma la televisione liberandola dai vincoli temporali - e dalle pubblicità. In pratica nessuno che lo abbia provato è mai tornato indietro. Sempre quell'anno, una giovane azienda della new economy denominata Pyra Labs presenta Blogger, uno strumento di publishing personale. Friendster viene lanciato nel 2002 e centinaia di migliaia di giovani corrono a popolarlo con una mappa incredibilmente dettagliata delle loro vite, dei loro interessi e delle loro reti sociali. Sempre nel 2002, Google lancia GoogleNews, un portale di informazione. Le organizzazioni di news piangono disperatamente. GoogleNews è curato interamente da computer. Nel 2003 Google rileva Blogger. I piani Google sono un mistero, ma il loro interesse in Blogger non è privo di ragioni. Il 2003 è l'anno del Blog. Il 2004 sarà ricordato come l'anno in cui tutto è iniziato. Il Magazine Rason invia ai propri abbonati un numero con le foto satallitari delle loro abitazioni in copertina ed informazioni personalizzate per ogni abbonato all'interno. Sony e Philips presentano la prima carta elettronica al mondo prodotta in massa. Google presenta GMail, con un gigabyte di spazio per ogni utente. Microsoft presente Newsbot, un filtro collettivo di informazioni. Amazon presenta A9, un motore di ricerca basato sulla tecnologie di Google, che incorpora inoltre il sistema di raccomandazioni proprietario. E poi, Google viene quotato in borsa. Grazie ai nuovi e freschi capitali l'azienda opera una grossa acquisizione. Google compra Tivo. 2005 - In risposta alla recente mossa di Google, Microsoft compra Friendster. 2006 - Google combina tutti i propri servizi - Tivo, Blogger, GMail, GoogleNews e tutte le ricerche in the Google Grid (La Griglia di Google), una piattaforma universale che offre uno spazio disco ed una larghezza di banda funzionalmente illimitate per conservare e condividere media di ogni tipo. Sempre online, accessibile da ogni dove. Ogni utente sceglie il proprio livello di privacy. Può conservare i propri contenuti in modo sicuro su the Google Grid o pubblicare in modo che tutti possano vederli. Creare così come consumare media non è mai stato così semplice. 2007 - Microsoft risponde alla crescente sfida di Google con Newsbotster, una rete sociale dedicata all'informazione ed una piattaforma di giornalismo partecipativo. Newsbotster ordina e seleziona le informazioni sulla base di quello che gli amici o i colleghi dell'utente stanno leggendo e vedendo e consente a chiunque di esprimere commenti su quello che stanno vedendo. La carta elettronica della Sony, quest'anno, è meno costosa della vera carta. E' il medium scelto da Newsbotster. Il 2008 vede nascere l'alleanza che contrasterà le ambizioni di Microsoft. Google e Amazon uniscono le forze per formare Googlezon. Google offre the Google Grid e la propria tecnologie di ricerca senza rivali. Amazon offre il motore di raccomandazioni sociale e la propria gigantesca inftastruttura commerciale. Insieme usano la propria dettagliata conoscenza di ogni rete sociale degli utenti, dati demografici, abitudini di consumo e interessi per offrire una totale personalizzazione dei contenuti - e della pubblicità. La Guerra delle News nel 2010 si notare per il fatto che nessuna news organization vi prende parte. Googlezon finalmente da scacco matto a Microsoft con alcune funzionalità che il gigante del software non può raggiungere. Usando un nuovo algoritmo, i computer di Googlezon creano articoli dinamicamente, ri-utilizzando frasi e fatti da ogni fonte informativa e ricombinandoli. Il computer scrive un articolo per ogni utente. Nel 2011, il sonnolento quarto potere si desta per fare le propria prima ed ultima mossa. La New York Times Company denuncia Googlezon affermando che il loro robot cerca informazioni viola le leggi del copyright. Il caso finisce di frotne alla Corte Suprema, che il 4 Agosto 2001 decide in favore di Googlezon. Domenica 9 Marzo 2014 Googlezon presenta EPIC. Benvenuti nel nostro mondo. Il 'Evolving Personalized Information Construct' (Costrutto Informativo Personalizzato ed in Evoluzione) è il sistema attraverso il quale il nostro panorama mediale diffuso e caotico viene filtrato, ordinato e distribuito. Ciascuno contribuisce ora - attraverso articoli nei blog, immagini scattate con i video-telefoni, reportage video, ed interi approfondimenti investigativi. Molte persone vengono anche pagate con una piccola fetta degli immensi introiti pubblicitari di Googlezon, in modo proporzionale alla popoloarità del contributo che hanno realizzato. EPIC produce un pacchetto di contenuti personalizzato per ogni utente, usando le scelte, le abitudini di consumo, gli interessi, le informazioni demografiche, le reti sociali per dare forma al prodotto. Una nuova generazione di editor freelance è fiorita, persone che vendono la propria abilità di connettere, filtrare ed ordinare per priorità i contenuti di EPIC. Tutti noi siamo abbonati a molti Editori diversi; EPIC ci consente di mescolare e confrontare le loro scelte nel modo che desideriamo. Nella sua migliore espressione, editata per un lettore con ottime conoscenze, EPIC rappresenta un indice del mondo - più profondo, vasto e più raffinato rispetto a tutto quanto sia mai stato disponibile prima. *** Spero che questa trascizione, basata sulla versione inglese realizzata da Robin Good, possa essere utile per una eventuale versione sottotitolata, o doppiata da qualcuno, del filmato flash realizzato da Robin Sloan, Matt Thompson, e con le musiche di Aaron McLeran. Buon 2005. (N.B. Questo blog ed il suo contenuto sono mantenuti per ragioni storiche. Da aprile 2006 ho traslocato i contenuti su un nuovo server basato su wordpress.)

mercoledì, dicembre 29, 2004

La TV ai tempi di BitTorrent

Segnalo questo interessante articolo di Wired sull'impatto di BitTorrent sulla TV. L'articolo fa seguito ad un altro recente pezzo della stessa rivista sull'IPTV.

Interessante il processo di atomizzazione che rende importante la singola unità di contenuto (il pezzo musicale, la puntata dello show, il post di un blog). Che ruolo avranno in futuro i contenitori che chiamiamo canali? Da questo punto di vista è altrettanto interessante il caso del formato XMLTV.

The format used differs from most other XML-based TV listings formats in that it is written from the user's point of view, rather that the broadcaster's. It doesn't divide listings into channels, instead all the channels are mixed together into a single unified listing.

A quando un servizio come iTunes per il video?

sabato, dicembre 25, 2004

Google e la ricorsività

Dopo varie occasioni nelle quali mi sono imbattuto in questo articolo ho finalmente avuto il tempo di leggerlo con la necessaria attenzione. Si tratta dell'articolo originale nel quale Sergey Brin e Larry Page, allora ricercatori a Stanford, descrivono l'archietettura di Google. Una delle cose che mi ha più colpito è la struttura iterativa dell'algoritmo che consente di calcolare il così detto PageRank (la qualità percepita) di una pagina. Il PageRank di una pagina dipende dal PageRank delle pagine che hanno link verso quella pagina. In ogni caso si tratta di una lettura altamente consigliata.

venerdì, dicembre 24, 2004

Il mondo nello specchio della rete

Come ogni anno Google ha pubblicato il suo report sulle parole chiave più ricercate durante l'anno. Anche quest'anno, come era già avvenuto nel 2003, trionfa Britney Spears. Di particolare interesse l'atlante interattivo dei principali eventi del 2004 (richiede flash 6).

[via Slashdot]

lunedì, dicembre 20, 2004

Il sistema dei media nel 2014

Cos'è EPIC? Guardatelo in questo video di 8 minuti realizzato dal museo di storia dei media. Ci mette un pò a caricare me ne vale veramente la pena. P.S. Per Luca: ma allora avevi proprio ragione su Google! :-)

Avete presente le auto volanti di Futurama o quelle de I Jatson?

La futurologia, specie se non confinata nei romanzi, è sempre rischiosa. La rivista australiana MIS, sprezzante del pericolo, descrive in questo articolo di Helene Zampetakis alcune delle tecnologie che saranno in voga fra 10, 15 anni.

Tutto lo scenario ruota intorno alla convergenza fra nanotecnologie, sensori e tecnologie senza fili. Niente di particolarmente nuovo tranne la prevista disponibilità di auto volanti a costi paragonabili a quelli di un moderno SUV ben accessoriato.

NASA's area of focus is a skycar (or personal air vehicle - PAV) designed not for getting about the city, but for travelling at high speeds for distances of between 160kms to 800kms. That would allow people to live in regional areas and commute into urban airfields for work.

Over the next decade Moore expects to see flying cars priced at less than US$100,000 using automated functionality based on NASA's EquiPT (Easy-to-use, quiet Personal Transportation) technology set.

Per chi proprio non potesse aspettare, per la modifica cifra di 995.000 dollari è possibile prenotare già oggi dalla californiana Moller International il modello a 4 posti della M400 Skycar.

venerdì, dicembre 17, 2004

Digitale Terrestre e User Generated Content

Tutto questo parlare di contenuto generato dagli utenti, il fatto che stavo da un pò di tempo pensando ad un progetto di ricerca sull'idea di usare la TV per permettere agli utenti di generare del contenuto e l'ultimo post sul blog di ZetaVu mi ha portato a buttare giù una bozza di progetto. Allo stato attuale la ricerca è pensata come un pilota. Il servizio UGC dovrebbe avere un interesse locale (dove locale è una provincia). Inoltre l'idea è quella di verificare quanto e se il DVB-T possa essere un canale adatto allo scopo. Personalmente non credo ma le ricerche servono proprio a confermare o meno le ipotesi. Inoltre gli eventuali risultati potrebbero essere ancora utili nel momento in cui le TV saranno dotate di servizi interattivi veicolati over IP. Fra gli obiettivi: · Definire le esigenze dei cittadini in relazione a questi servizi (temi specifici e modalità); · Realizzare in collaborazione con un provider di contenuti istituzionale o privato il servizio; · Valutare l’efficacia dell’azione con specifico riferimento al gradimento sul servizio e all’eventuale incremento di attività volte all collaborazione fra i cittadini. Un'idea di progetto collaborativo portebbe essere un osservatorio sul monitoraggio dei prezzi dei prodotti nelle principali rivendite della provincia. Credo sia una cosa di cui spesso si parla (ehi sai che ho trovato questa cosa che costa solo x in quel posto) fra amici e parenti. Forse si potrebbe costruire una applicazione intereattiva via DVB-t che consenta agli utenti di inviare questa informazione in un un punto di raccolta in modo che altri possano beneficiare della loro esperienza. Consigli? Suggerimenti per servizi analoghi? Sapete che qualcuno lo ha già fatto (questo o una cosa simile)? Esiste qualcosa del genere (sull'esempio dei prezzi) su qualche sito Internet?

martedì, dicembre 14, 2004

Disponibile in beta il Desktop Search di Microsoft

Lo sto provando ma nel frattempo ecco una serie di link alle reazioni disponibili sulla blogosfera.

MSN this morning announced the MSN Toolbar Suite which includes Desktop Search. Let's travel the Internet and suck up the best and worst links. First, it's at http://beta.toolbar.msn.com. A video demo and interviews with the team is up on Channel 9.

Darren Barefoot: Forgive me for being underwhelmed, but maybe this should have been in the frickin' operating system years ago, eh?

Jan Tielens took my reviewers guide and filled it in.

Joe Wilcox, over on Microsoft Monitor, says he's still having performance problems. He calls it MSNFS.

Jonathan Hardwick: Leave it alone (among other tips)

J. Gregg Thomason: This whole stupid search craze is just a symptom of what's wrong with the industry.

Zmarties: "I'm pleased to see implements "search as you type."

Patrick Tisseghem: it looks excellent.

Joel Ross: It doesn't install on Windows 2003. So I can't tell you anything about it.

Peter Laudati: While Google search still rocks on the Internet, MSN has clearly got a better product when it comes to the desktop!

Paul Thurrott: reviews MSN Toolbar Suite.

Bradley Johnson: Two months late to Google Desktop party.

sendung.de: Yes, trust is an issue in desktop search.

Buzz Bruggeman: It is working great.

Shannon: Looks like MS has a real product here.

I'll watch for more reactions. Feedster is down right now, which is slowing me down a bit. Plus I'm really tired and off to bed.


[Scobleizer: Microsoft Geek Blogger]

Broken Metaphors: Blogging as Liminal Practice

Segnalo questo articolo in bozza dal blog apophenia.

Broken Metaphors: Blogging as Liminal Practice

Be warned that this is definitely an academic paper meant for an academic audience and may contain scary academic words. There's a lot that i'm missing here, but i still think that this paper has some value and i would love feedback from anyone who wishes to spend the time reading it.

Le metafore che si utilizzano per definire l'attività di gestire un blog (pubblicazioni personali, diari pubblici, etc.) sono spesso giudicate dai blogger fallaci. Il motivo di questo giudizio risiede, secondo l'autore, nella parzialità di queste definizioni metaforiche che inevitabilmente non colgono lo spirito del blogging visto dal suo interno.

Il fenomeno del blogging è quindi definito come una pratica liminale in bilico fra oralità e testualità, corporalità e spazialità, pratica ed artefatto.

L'articolo è interessante ma mi interessa ancora di più il continuo trend della ricerca sull'impatto sociale delle nuove tecnologie a scoprire costantemente nuovi fenomeni di confine. Da una parte si criticano le metafore in quanto inadatte a descrivere un fenomeno (possono infatti essere facilmente rotte, cioè disconfermate), dall'altra si sostiene che un fenomeno è di confine fra esperienze comuni che si è in grado di descrivere.

Interessante. Almeno per me.

In relazione al dibattito sull'UGC ringrazio intanto Mario Tedeschini Lalli e Loredana Lipperini che hanno accolto la mia proposta di aprire il dibattito sul tema al di fuori dei blog di Kataweb. Entrambi hanno scritto cose estremamente interessanti e per lo più condivisibili. Nel dibattito si è aggiunto oggi anche Giancarlo Mola dal blog Codice a Barre di Repubblica.

sabato, dicembre 11, 2004

Kataweb ed il contenuto generato dagli utenti

In un interessante dibattito in corso fra i blogger di kataweb si discute del ruolo ed il futuro dei servizi basati sul contenuto generato dagli utenti (User Generated Content) per il mondo giornalismo professionale. Lo spunto è stato il recente lancio del servizio wikinews. Aggiungo i miei due cent da una prospettiva esterna al sistema dei mass media. 1) Credo che la distinzione fra vari tipi di UGC proposta da Zambradino possa essere definita in modo più preciso come IP-UGC vs UGC. Ovvero i contenuti generati dall'utente sono veicolati o meno dall'infrastruttura di Internet; 2) La distinzione fra tecnologie applicate e UGC non regge. I blog crescono esponenzialmente grazie all'applicazione di RSS. Anche Google, citata come esempio di tecnologia applicata allo stato puro, fonda il suo algoritmo di indicizzazione e ricerca sulle preferenze espresse dagli utenti in forma di click e link. Anche quello è contenuto generato dagli utenti; 3) Il problema della scala. Un problema che non si è toccato è la grandezza di scala che un servizio UGC deve avere per superare la fase di bootstap che lo rende interessante per altri utenti. Nei servizi basati sull'IP-UGC quantità e qualità di intrecciano come ha messo in luce Mario Tedeschini Lalli parlando delle debolezze del meccanismo di peer review in wikinews. Queste necessità di scala rende difficile la comparsa di un serivizio del genere in Italia. Gli utenti Italiani che parlano l'inglese sono attratti da servizi già attivi (pensata all'idea di uno Slashdot in lingua italiana), quelli che non parlano Inglese sono troppo pochi per raggiungere la scala necessaria a fare il bootstrap. Bisogna allargare la base di utenza; 4) Internet è più che mai centrale come luogo dell'ibridazione dei media. Voice over IP ed IPTV ne sono la dimostrazione lampante. Quando la casalinga di Voghera voterà per eliminare un concorrente del GF7 con il telecomando o con il telefono userà Internet forse senza neanche saperlo. Forse non aprirà un blog e non parteciperà ai forum di discussione sulle ricette di cucina ma quello che conta è che se volesse potrebbe farlo. In altre parole i media over IP sono per definizione bidirezionali e questo li distingue in modo inequivocabile rispetto ai media di massa. Se non altro il voto per il GF sarà gratuito; 5) Il sistema dei media di massa, in questo concordo con Zambardino, opera con delle logiche operative chiuse. Si scelgono le notizie se non sono state già trattate (se non sono cioè nella memoria del sistema). L' IP-UGC è fondato su una logica operativa analoga che operat tuttavia su memorie individuali. Ho sviluppato questa riflessione in un mio precedente post. Concludendo lancio un esperimento. Il dibattito su Kataweb è così interessante che solleciterà sicuramente gli utenti a dire la loro. Il punto è i blogger di Kataweb che partecipano al dibattito faranno uso delle riflessione esterne al sistema Kataweb/Repubblica per approfondire la discussione o si chiuderanno nella loro autoreferenzialità in quanto parte del sistema dei media? Inizio l'esperimento entrando in contatto con gli autori del blog sfruttando il feedback dei commenti e vediamo che succede. Per il momento si sono guadagnati il diritto ad entrare a far parte del mio blogroll.

Google e l'autocompletamento delle chiavi di ricerca

L'utima di Google? Una funzione di suggerimento in tempo reale nel classico box di ricerca. Come spiegato nelle faq il servizio funziona in modo analogo a quello denominato "Did you mean?" che suggerisce possibili alternative agli errori di spelling più comuni. Usando la sua tipica strategia fondata sull'auto-osservazione, Google utilizza le statistiche relative alle keywords più utilizate (vedi Google Zeitgeist) per suggerire all'utente le possibili chiavi di ricerca.

Digitando ad esempio le lettere 'Berlus' vengono suggeriti, ad oggi, i seguenti risultati (con il relativo numero di pagine ritornato dalla query):

Berlusconi Berlusconi euro Berlusconi biography Berlusconi Bush Berlusconi corruption Berlusconi Italy Berlusconi media Berlusconi quotes Berlusconi Silvio (...)
Molto interessante la discussione in corso su SlashDot. Provate ad esempio a scrivere nel box g e poi o e poi o e poi o e poi o.... e vedete cosa succede. Da non perdere anche il possibile completamento della frase I hate... Credo che, prima o poi, sarà necessario avere degli algoritmi open socurce per le ricerche sul web. [via Dan Gillmor's eJournal]

mercoledì, novembre 24, 2004

Coem usare RSS + BitTorrent per scaricare automaticamente le puntate delle vostre series preferite

Mi sono sempre chiesto come mai nessuno avesse ancora pensato a come collegare la tecnologia per il download collaborativo di BitTorrent con i flussi RSS. A mio avviso, visto la logica di flusso propria degli RSS e di radio e TV, ho sempre ritenuto che prima o poi i contenuti delle EPG (Electroinc Program Guide) sarebbero state descritte attraverso questa tecnologia. Ma RSS descrive la struttura di un contenuto; il contenuto stesso (il programma) può essere accessibile a richiesta dell'utente (o anche automaticamente scaricato subito dopo la 'messa in onda' sul modello del podcating). A questo punto entra in gioco BitTorrent che consente di fare download collaborativi sfruttando una specie di condivisione di banda con gli altri utenti della rete che stanno accedendo, nello stesso, momento a quella risorsa (o che la hanno già scaricata in precedenza).

Tutto questo configura il seguente scenario. Un appassionato di una delle serie TV o di un serial (o di qualsiasi altra cosa) può sfruttare la combinazione di BitTorent + RSS per costruire una specie di registratore digitale che scarichi (cioè registri), automaticamente le puntate subito dopo la messa in onda in modo da poterle guardare con calma indipendentemente dai tempi del palinsesto (lo so che anche il vostro beneamato registratore VHS lo fa ma bisogna cambiare le cassette, l'orario della programmazione non è mai preciso, la qualità audio/video è quella che è, etc.).

Per sapere come fare la rivista online Engadget ha creato un totorial che spiega, passo passo, come crearsi il proprio video-registratore virtuale con programmi disposibili gratuitamente.

P.S. Tenete conto che, a seconda delle leggi nazionali e dei programmi che registrate (cioè scaricate), potreste violare il copyright relativo a quel contenuto.

domenica, novembre 14, 2004

Ancora su desktop search tools

Due novità:

1) La nuova versione 5 di X1 in beta. Si integra con Outlook come Lookout e nella taskbar di Windows come Copernic Desktop Search. Come quest'ultimo effettua le ricerche in real time. Decisamente un ottimo prodotto dal non trascurabile costo di $74.95 (la nuova beta è scaricabile gratuitamente così come la versione di prova 15 giorni della versione 4);

2) Dall'anteprima sul sito neowin.net alcuni screen shot del nuovo desktop search tools di Microsoft denominato MSN Toolbar Suite che segue l'acquisito di LookOut ed il rilascio della seconda beta di MSN Search. Si integra, come ci si poteva immaginare con Outlook (di cui sostituisce le funzionlità di ricerca integrate) e con la taskbar di Windows. Da quanto si capisce dalle immagini e dalla breve recensione non sembra poter cercare in tutte le tipologie di archivi (email, files, etc.) allo stesso tempo. Sarebbe un peccato perchè si tratta certo di una funzionalità fondamentale che altri concorrenti hanno già.

Screenshot: Installazione Parte #1 | Parte #2
Screenshot: Informazioni su Desktop Search | Impostazioni Desktop Search
Screenshot: MSN Deskbar | Risultati del Deskbar Search
Screenshot: MSN Toolbar | Outlook Toolbar | Risultati di Outlook Search | Risultati di Desktop Search
Screenshot: Pop-up Notifier | Indexing Notifier
Screenshot: Informazioni su MSN Toolbar Suite

[via Slashdot]

sabato, novembre 13, 2004

Benoit Mandelbrot e l'autoreferenza

Questa intervista all'ottantenne Benoit Mandelbrot, scopritore dei frattali, mi ha fatto tornare in mente che anche questa affascinante formula matematica è di tipo iterativo. In pratica l'output della formula viene re-introdotto nella stessa come input (feedback loop). Sarà un caso ma ogni volta che questo principio autoreferenziale entra in gioco succedono cose meravigliose ed inspiegabili.


[via Slashdot]

giovedì, novembre 04, 2004

Mobile Learning ovvero NPP

Stando a questo intervento di Howard Reinghold sulle colonne di The Feature, quando nel 2001 abbiamo realizzato, a scopo di ricerca, il no paper project avevamo visto lontano... :-)

In realtà è interessante notare come molti degli aspetti descritti in questo articolo siano comuni anche nella nostra esperienza. Per chi fosse interessato ai risultati di questa ricerca rimando all'articolo No Paper Project. Consumo, comunicazione e nuove tecnologie di prossima pubblicazione sulla rivista Sociologia della Comunicazione di Franco Angeli (numero 35-36).

via [Smart Mobs]

Doppia contingenza

 

Ho trovato l'esempio perfetto di doppia contingenza. Osservate l'immagine sulla sinistra. Si tratta di una rappresentazione grafica delle possibili traiettorie (mosse possibili) che un software per il gioco degli scacchi  calcola per scegliere la mossa successiva in base alla posizione attuale dei pezzi. Le linee gialle sono le mosse potenziali dei pezzi neri (il computer). Le linee verdi quelle dell'avversario (come le pensa il computer). Il computer sceglie dunque una mossa sulla base delle mosse possibili che egli (uhm... esso) si aspetta che l'avversario farà.

martedì, novembre 02, 2004

Escher in 3d

Ovvero come un computer ed uno scanner 3d possono ricreare le illusioni bidimensionali di M.C. Escher in oggetti tridimensionali che se osservati dalla giusta prospettiva mantengono intatto l'effetto.