venerdì, gennaio 28, 2005

Folksonomy o Ontology? Folksology!

Prima un paio di definizioni:
  • Ontology= Sono le ontologie che fondano il progetto del web semantico. Si tratta di descrizioni formali di certe aree del sapere o domini concettuali progettate per essere consistenti e non contraddittorie. Applicazioni o serivizi che facciano uso della stessa ontologia possono interagire in modo evoluto e contestualizzare gli scambi di informazioni e dati. Una ontologia deve essere decisa da qualcuno ed accettata da tutti gli altri affinchè sia efficace. Un esempio di una semplice ontologia che funziona oggi è RSS che descrive la struttura di metadati che dovrebbe corredare una news o il post di un blog;
  • Folksonomy= Le folksonomie o tassonomie della gente sono esemplificate da alcuni software sociali che funzionano attraverso l'etichettamento di contenuti curato e condiviso dagli utenti. Gli esempi più celebri sono il sistema di social bookmarking del.icio.us ed il sistema di classificazione delle foto di Flickr. L'attività di etichettare i contenuti è inoltre alla base del funzionamento di GMail e di molti software per gestire blog che consetono di classificare il contenuto dei post. Questi ultimi esempi, in quanto sistemi di classificazione di tipo personale (le etichette non sono condivise con altri) non costituiscono esempi di folksonomies anche se condividono con questi l'idea dell'etichettamento (tagging). Le folksonomie essendo costruite dal basso emegono dall'attività dei singoli utenti e non necessitano dunque di nessun accordo preventivo. Sul lato degli svantaggi c'è tuttavia da registrare la classificazione di contenuti simili sotto etichette diverse (i sinonimi), l'ambiguità semantica di alcune etichette (per non parlare delle traduzioni delle etichette in lingue diverse dall'originale) e l'uso volutamente improprio di certe etichette allo scopo di aumentare l'interesse degli utenti verso un certo contenuto.

In questo interessantissima riflessione, pubblicata sul blog minding the planet, l'autore propone di interpretare questi due sistemi di classificazione all'apparenza mutualmente esclusivi secondo una linea di continiutà che considera la folksonomie come versioni leggere delle ontologie.

<--------------------------------------------------------------------------------------> Social tagging Folder systems Taxonomies Databases Ontologies

Ma c'è di più. Una soluzione elegante di superamento di questo dualismo sta nell'idea della folktology. Si tratta di consentire alla comunità degli utenti non sono di classificare i contenuti secondo uno schema semantico dato (una ontologia) ma di poter modificare le classi che costituiscono gli schemi premiando o punendo con un sistema di credito/discredito le classificazioni più o meno utilizzate dalla comunità.

Personalmente è un pò che pensavo a questa cosa e per puro caso anche io avevo pensato alla parola folktology. Si parla molto di come fare comunicare le diverse ontologie. Se esistesse un software semplice - non come Protégé - per poter creare una propria ontologia personale (in fondo è quello che tutti facciamo quando classifichiamo i nostri documenti nelle cartelle di windows) e per condividerla si potrebbero veramente creare degli interessanti software sociali di classificazione.

3 commenti:

  1. Ciao Fabio,

    Molto interessante il tuo post. Lo scopro facendo ricerche su "folksonomie" perché ho dedicato un paio di posts all'argomento su http://bienvenus.com
    Mi piacerebbe tradurlo in francese se mi autorizzi.
    Ciao,
    Jean-Marie Le Ray

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  2. Grazie. Anche il tuo blog è molto interessante. Puoi tranquillamente tradurlo e postarlo nel tuo blog se lo desideri.

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  3. Lo strumento lo stiamo creando all'Università di Padova: si chiama
    in questo caso EduOntoWiki, perchè le ontologie trattano del mondo dell'educazione/formazione/elearning:

    http://multifad.formazione.unipd.it/eduonto/

    Sarà uno strumento aperto ad una comunità di pratiche e di apprendimento in cui tutti potranno creare e modificare le ontologie sulla base di una discussione condivisa.


    saluti
    Corrado Petrucco

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