martedì, aprile 18, 2006

Trasloco

Era da qualche tempo che avevo in mente questa cosa. Anzi era una doppia cosa. 1) Passare a Wordpress per la gestione di questo blog sopratutto per utilizzare i tag di technorati 2) Provare la nuova versione di WMware Server (o Microsoft Virtual Server) eliminando dal nostro già affollato spazio del LaRiCA uno dei pc che sono accesi 24/24h, scaldano e spesso si rompono. Ho colto l'occasione in questi giorni per perfezionare il passaggio: il nuovo indirizzo del blog è dunque http://larica-virtual.soc.uniurb.it/nextmedia/. Per chi usa i feed per ricevere gli aggiornamenti non è necessario fare nulla perchè ho aggiornato il puntamento del servizio FeedBurner. Maggiori dettagli su questa esperienza di trasloco combinato nel primo post del "nuovo" blog.

martedì, aprile 11, 2006

The dancing pig

Avevo accennato alla cosa nel precedente post. L'autore del progetto mi ha mandato come promesso il link al divertenete video in questione (alzare il volume delle casse) che provvedo subito a condividere con tutti voi.

venerdì, aprile 07, 2006

ISIE 3 and 4

Cronaca del secondo e terzo a Cambridge. Queste ultime due giornate sono state interessanti anche se forse meno delle precedenti dal punto di vista degli interventi sul palco. In compenso abbiamo avuto modo di parlare e conoscere diverse persone interessanti e di dare uno sguardo piú approdondito alla sezione demo e quella poster dove abbiamo trovato qualche idea interessante come ad esempio Xsensor (una applicazione per smartphone e palmari che sottopone all'utente, a scadenze periodiche, un questionario che viene compilato dunque in diversi momenti della giornata e nel contesto in cui l'intervistato si trova in quel momento) o come il divertentissimo reacTable realizzato da due ragazzi spagnoli (un tavolo nel quale muovendo specifici oggetti di forme e materiali diversi si può comporre musica). Purtroppo non abbiamo visto in funzione la demo del progetto Augmented hybrid ecosystems (ovvero the dancing pig project) che ci avevano presentato il primo giorno. Tornando agli speech... Nel secondo giorno sono stato sollecitato dall'expert panel con Don Norman, Liam Bannon, Mark Rouncefield e Neville Moray. Non che ci siano stati contenuti particolari, ma il tutto é stato piuttosto spassoso. Nel pomeriggio degni di nota l'intervento di Sebastien Duval (un ragazzo francese che lavora in giappone) che ha presentato una ricerca sull'accettazione da parte degli utenti dei computer indossabili ed il secondo keynote giapponese sempre piú misterioso tenuto da una ragazza che parlava per di + poco e nulla l'inglese e durante il quale é riapparso il robottino che aveva mostrato con grande orgoglio il giapponese del giorno prima... Ho fatto una piccola indagine e tutte le persone da me intervistate non sono state in grado di spiegare cosa centrasse con il resto della presentazione. Al termine dei lavori della giornata gran parte dei partecipanti (noi compresi) hanno preso parte ad una passeggiata guidata per le strade di cambridge ed uno splendido giro in barca al tramonto dove abbiamo potuto ammirare da una diversa angolazione gli splendidi colleges di Cambridge (ecco alcune foto scattate da Luca). Qui ci sono diversi college tutti privati, le lezioni si svolgono invece nelle aule dei dipartimenti che di solito sono raggiunte in bici dagli studenti. Durante la cena abbiamo fatto conoscenza con Cristina Costa Che lavora a Trento e con una ragazza di Londra (Karen Martin - University College) che ci ha raccontato di un interessante progetto chiamato Cityware. La terza ed ultima mezza giornata é stata abbastanza intensa. Da notare un intervento congiunto di Lynne Hamill e Richard Harper che ha ripercorso il passato delle case intelligenti in epoca vittoriana cercando di capire sulla base del rapporto fra servitú e proprietari quale tipo di tecnologia domestica dovrebbe popolare le case del futuro. I risultati sono interessanti perché dimostrano che la gente non cerca affatto oggetti intelligenti ma semplici cose che svolgano il loro lavoro senza essere viste e che non richiedano particolari necessitá comunicative. Durante questa mattinata o sentito citare Goffmann al meno un paio di volte. Anche il keynote finale sulla musica elettronica non é stato male e v ho ritrovato alcuni spunti teorici di un certo interesse. Alla fine, prima del pranzo, una chiusura molto carina con una photostory compostata da moltissime immagini scattate durante le giornate e montate sua colonna sonora. Alla fine Marco Combetto di MSR era abbastanza commosso. I questi giorni l'ho visto lavorare veramente un casino e dedicare moltissma attenzione a tutti dall'invitato piú illustre all'ultimo dei ragazzi presenti. Nel complesso ho ricevuto una serie notevole di stimoli interessanti. Dall'uso del buetooth per una serie di applicazioni sociologiche all'utilizzo in generale delle tecniche etnografiche di cui fanno spesso e volentieri uso questo gruppo di computer scientist. Stupisce un pó che tutte le ricerche pregresse svolte nell'ambito dei cultural studies non sembrano essere prese molto in consderazione. Comunque un'esperienza interessante che ripeterò sicuramente e che consiglio a tutti.

mercoledì, aprile 05, 2006

ISIE second day

Seconda giornata parecchio interessante con finale a sorpresa di presentazione di tutti i poster in tre minuti nell’ambito della così detta poster madness che adesso sappiamo a cosa fa riferimento. Dopo la solita sontuosa colazione nella Great Hall oggi il tutto è iniziato alle 9:45. Dopo una breve introduzione di Richard Harper e Tom Rodden è salito sul palco come previsto Donald Norman. Il vecchietto è stato molto bravo nella esposizione ed ha raccontato in perfetto stile Norman tutta una serie di incidenti piccoli e grandi causati dal cattivo design degli oggetti. La tesi di fondo e che gli ambienti intelligenti non possono esistere perché non vi è una condizione essenziale che Norman chiama Common Ground. Un gruppo di artefatti possono avere un common ground così come un gruppo di persone ma un gruppo misto manca di questa caratteristica fondamentale. Interessante una delle domande (posta da Lucia Terrenghi - a smart girl) che ha messo in dubbio questa distinzione netta sottolineando come gli artefatti siano ormai da tempo immemorabile parte del Common Ground umano di cui Norman parla. Ho visto in guru vacillare un po’ anche se poi ha spiegato che lui parla di artefatti intelligenti e non sono di artefatti. Lo speech di Don Norman (un tipo tranquillissimo che si è fermato tutto il giorno rispondendo alle domande di chiunque) è stato seguito da una sessione denominata Concepts in human computer interaction. Molto teorico ma degno di nota l’ultimo dei tre interventi svolto da Alex Taylor di Microsoft Research che ha era teso ad evidenziare l’importanza del contesto per l’idea di intelligenza. Quello che è più interessante è il modo in cui questo ricercatore ha dimostrato la sua tesi ovvero mostrando una serie di filmati tratti da una ricerca di sfondo di stampo molto etnografico che è consistita nell’installare telecamere multiple in alcune auto-vetture per riprendere cosa accade durante gli spostamenti della vita quotidiana. Molto ben fatto e soprattutto molto visual sociology. Del secondo panel sulle smart homes, denominato Technological and social infrastructure for the home segnalo l’ultimo intervento sempre di un gruppo di ricercatori di Microsoft Research che hanno condotto anche essi una estesa ricerca etnografica per studiare i comportamenti all’interno di un nucleo famigliare con specifico riferimento alla comunicazione e al posizionamento degli oggetti. Ne sono venuti fuori due prototipi. Il primo è una specie di schermo con supporto della scrittura (dotato di connessione GSM) al quale è possibile inviare messaggi SMS e sul quale è possibile scrivere con la penna sia note che risposte ai messaggi. Il prototipo, a differenza della maggioranza di roba che si vede qui, è stato effettivamente sperimentato nella vita di un certo numero di famiglie. Molto interessante la possibilità di svolgere analisi di queste comunicazioni per comprendere meglio le dinamiche di comunicazione e costruzione dell’identità in un ambito familiare. Il secondo prototipo mostrato riguardava una sorta di bowl (una grossa scodella porta oggetti) dove era possibile posizionare tutta una serie di device tecnologici (come si fa di norma con una serie di oggetti casuali). La scodella mostrata è in grado di catturare i file (foto ed immagini) presenti in questi device (cellulari, macchine fotografiche, etc.) e mostrarli sulla scodella stessa (nella parte interna). Le foto possono inoltre essere manipolate come se se la superficie della scodella fosse un touch screen. Fra le poche cose viste che possono far affermare wow dal punto di vista tecnologico. Poi c’è stata la poster madness dove il valoroso Luca ha difeso il nostro poster nel migliore dei modi possibili considerando il tempo a disposizione (3 minuti), l’audience non proprio avvezza a sentire parlare di ambiente dei sistemi sociali (e neanche di sistemi sociali) ed non ultimo il fatto di aver saputo 10 minuti prima le regole della cosa. Ho girato un piccolo video dell’evento. L’audio è penoso ed il video anche ma ve pubblico lo stesso per dimostrare che Luca si è guadagnato la pagnotta. Ultimo speech della giornata è stato il giapponese Ryohei Nakatsu che ha parlato del ruolo dei robot in un ambiente intelligente. Lui è sembrato un po’ suonato ma l’intervento è stato a tratti esilarante (vedere robottini che fanno il tai-chi non è cosa da tutti i giorni). UPDATE: Il filmato di Luca che presenta il nostro poster è adesso online a quattro metri da Donald Norman.

Play Create, Learn

Come i lettori più attenti di questo blog sapranno questa settimana io e Luca Rossi siamo a Cambridge UK per assistere e partecipare all'International Symposium on Intelligent Environments organizzato dal laboratorio di ricerca europeo di Microsoft. Il convegno inizia oggi ma ieri abbiamo assistito ad un evento chiamato Play For Learn decisamente interessante. Prima di entrare nei dettagli del contenuto di questa giornata racconto due cose su dove siamo e sull'organizzazione. La nostra ospitalità è stata organizzata presso l'Homerton College di Cambridge. Se riuscite ad immaginarvi il tipico college inglese (di quelli visti in Harry Potter piuttosto che nell'Attimo Fuggente) dovreste avere un'idea piuttosto precisa del tipo di luogo di cui sto parlando. Per gli altri ho girato un breve filmato. La mattina facciamo colazione presso la così detta Great Hall che non può essere descritta adeguatamente a parole (vedi filmato). Durante la giornata di ieri ci siamo trasferiti dall'Homerton College alla sede di Microsoft Research. Una serie di edifici di cui il principale si chiama William Gates Building. Suppongo che più o meno tutto in questa zona di Cambridge sia stato finanziato di zio Bill. Nell'atrio dell'edificio dove si è svolto il seminario ci sono dei quadri, diversi schermi al plasma, una reception ed un choisco dimostrativo di xbox 360 :-). Ovviamente accesso alla rete sicuro, badge, etc. L'orgaizzazione è stata francamente impeccabile. Credo che Marco Combetto e tutto lo staff di Microsoft Research stia facendo un ottimo e non facile lavoro. Venendo al contenuto c'è da dire che raramente ho sentito nominare le parole sociologi e sociologia con tanta frequenza come oggi. La conferenza alla quale abbiamo assistito ieri era l'evento finale del programma omonimo durante il quale venivano presentati dai rispettivi gruppi di ricerca i principali risultati raggiunti dopo circa un anno di lavoro. Ogni gruppo aveva a disposizione un totale di 45 minuti comprensivi di dibattito. Durante il dibattito il progetto veniva realmente dissezionato ed analizzato nei minimi dettagli, venivano suggeriti miglioramenti possibili o prospettive di sviluppo per il futuro. Il primo intervento cui abbiamo assistito ha riguardato un progetto denominato Messaging@Home. Ovvero un dispositivo basato su touch screen che possa supportare la comunicazione domestica sostitutendo o affiancando i metodo di comunicazione tradizionali come le scritte sul frigo o i post it lasciati per la casa. L'innovazione principale consisteva nella possibilità di inviare testi, immagini e brevi filmati a questa specie di lavagna attraverso i telefoni cellulari (via bluetooth, sms, mms). Interessante la parte di ricerca prettamente di stampo etnografico che ha preceduto la progettazione e lo sviluppo del sistema. Il prototipo dimostrato non è sembrato sulla di particolarmente avveniristico. Da non sottovalutare tuttavia la possibilità implicite nello strumento di visualizzare e registrare questo tipo di comunicazione domestiche rendendo possibile una successiva analisi del contenuto e della tipologia dei messaggi scambiati (ovvero una sorta di semantica del sistema sociale famiglia). Il secondo intervento ha riguardato un progetto a metà fra la performance artistica e la ricerca sulle tecnologie. Il tutto è ben descritto nel sito del progetto e dunque mi limito a dire che i ricercatori del progetto ed alcuni collaboratori hanno girato per le strade di Cambridge con un chiosco e 4 postazioni portatili chiedendo alle persone incontrare di inserire nel database uno dei loro rimpianti. In cambio il sistema offre la possibilità di visualizzare e stampare i 5 rimpianti che più si avvicinano a quello immesso. Idea originale e carina. L'uso di tags invece di categorie descrittive rigide avrebbe consentito una possibilità di visualizzazione della tag clouds navigabile dei rimpianti. Come è stato fatto notare in una domanda mentre all'atto dell'inserimento del rimpianto viene chiesta l'intensità dello stesso questa informazione non viene restituita in fase di output. Sarebbe stato forse utile vedere caratterizzato con un certo colore l'intensità del rimpianto. Ovviamente potrebbe essere anche interessante analizzare questi messaggi e rendere possibile l'invio di messaggi via sms. Il terzo progetto è stato particolarmente interessante e riguardava lo sviluppo di un videogame specifico per l'utilizzo da parte dei bambini sui sedili posteriori dell'auto durante lunghi viaggi. Anche questo progetto è molto ben descritto dal sito web e non mi dilungo dunque ulteriormente. Dal punto di vista dell'originalità dell'idea e della complessità di quanto visto funzionare si tratta decisamente di uno dei progetti che ha raggiunto i risultati più interessanti e che non mi sorprenderei di vedere un giorno in commercio. Anche il quarto progetto presentato è stato particolarmente interessante. Il titolo era Affective Diary e riguardava lo sviluppo di un software che consenta di visualizzare la propria storia personale basata sulle registrazioni di un certo numero di device che portiamo con noi. In particolare alcuni di questi sensori erano realizzati ah hoc e misuravano tutta una serie di parametri corporei (il sudore, la temperatura esterna, etc.). Sulla base di questi parametri viene generata un'icona più o meno in piedi, più o meno rossa a seconda di questi parametri. Su questa timeline vengono inoltre mostrati gli sms ricevuti ed inviati ed eventualmente la presenza di device bluetooth nei dintorni. Il risultato è stato estremamente interessante ed esteticamente molto ben fatto. L'idea è che poi ciascun utente possa visualizzare e modificare queste immagini in modo da riflettere sui momenti di stress e di calma nella propria vita quotidiana. Da non sottovalutare inoltre la possibilità di condividere questi tracciati con altri (pensate ad una coppia che analizza la propria relazione sulla base di questi parametri "E certo che ti ho risposto male... guarda come ero rossa qui!"). Molto interessante. Il quinto progetto, denominato e-coology riguarda un ambiente di augmented reality studiato appositamente per l'apprendimento dei principi dell'ecologia da parte dei bambini. La realizzazione tecnica è interessante (molto ben fatta tutta la parte di animazione dei modelli 3d) ma nel complesso il progetto non mi ha convinto molto. Necessità di apparecchiature costose e non mi sembra così immediata la possibilità di passare da un corso ad un altro senza andare in contro ad un lungo periodo di sviluppo. Il sesto ed ultimo progetto è stato presentato da un gruppo italiano del politecnico di Milano. L'idea di base è quella di realizzare un dispositivo di navigazione in vasti repertori musicali con performance migliori rispetto a quelle degli attuali sistemi presenti nei diversi lettori MP3 in commercio. La metafora utilizzata è quella della manopola della radio. In pratica tutte le canzoni vengono mappate automaticamente sulla base di una serie di parametri calcolabili quantitativamente (come il tonal strenght o il tick) su uno spazio bidimensionale. L'utente con una trackball può esplorare questo spazio alla ricerca della canzone che preferisce ascoltare in quel momento. I ricercatori hanno anche svolto alcuni test comparativi a riguardo. I risultati, per quanto presentati come positivi, non credo siano stati eccezionali. Però anche questa idea è piuttosto smart. Molto utile anche il summary finale realizzato dagli organizzatori. In particolare in una slide sono stati messi in evidenza i tratti comuni di questi progetti che sono: 1) Augmented/Mixed Reality 2) Self reflection, story telling, emotion, memory 3) Social oriented applications 4) Enabling people to communicate 5) Mobile Life support Tutto estremamente interessante. Alla fine un piccolo rinfresco a base di vino o capirgna. Poi ieri sera buffet in un sala splendida dell'Homerton con pianista e camerieri in livrea. A un certo punto vedo un vecchietto... leggo il badge... Don Norman... E fra un pò si ricomincia proprio da lui.

sabato, aprile 01, 2006

Probabilità dell'ordine

L'ordine sociale, così come una comunicazione che riproduce comunicazione, è un fenomeno comune ma improbabile... Post che contengono April Fools al giorno durante gli ultimi 360 giorni.
Technorati Chart
Get your own chart! P.S. Il mio voto per il miglior scherzo di quest'anno va a Google Romance, secondo classificato questo comunicato stampa diffuso da un laboratorio di ricerca di un noto ateneo italiano.

giovedì, marzo 30, 2006

TagClouds Politiche 2006

Tempo fa avevo scoperto un sito per creare in automatico Tag Clouds a partire da uno o più feed rss. Oggi ho scoperto un servizio simile che consente una maggiore personalizzazione ed ho pensato di usarlo sul feed prodotto da Technorati per con la combinazione di parole chiave Prodi+Berlusconi (che avevo già usato qualche tempo fa). Il risultato mi pare interessante:

lunedì, marzo 27, 2006

Dalla macchina da scrivere alla tastiera video

Qualche tempo fa mi era capitato di riflettere sull'evoluzione della combinazione palmare/cellulare. La mia idea in proposito è che la tastiera come dispositivo di input esterno allo schermo scomparirà in qualsiasi oggetto di questo genere e sarà simulata a video. L'idea dell'Ultra-Mobile PC (è questo il nome ufficiale del dispositivo chiamato Origami) va in questa direzione. Quando si parla di una tastiera a video non si deve tuttavia immaginare una mera simulazione della tastiera tradizioale. Gli esperti di storia delle tecnologie citando spesso il caso dell'evoluzione dalla tastiera della macchina da scrivere a quella del computer. Il layout delle lettere, che nelle macchine da scrivere era obbligato dalla meccanica dell'oggetto, è rimasto invariato a dispetto del fatto che layout alternativi hanno mostrato una maggiore efficenza. Nelle tastiere dei computer non esistono le restrizioni meccaniche che hanno portato al layout QWERTY eppure abbiamo mantenuto lo stesso standard precendete. Allo stesso modo mi sembra che ci si sia mossi, almeno in una fase iniziale, per le tastiere simulate a video. Avere l'intero set di tasti disposto in una certa maniera (si vedano i palmari, i tablet pc o le macchine per fare i biglietti alla stazione) non è di certo il modo più efficente per simulare una tastiera a video (ovvero SIP, Soft input panel). Con gli UMPC ho visto le prime alternative in questo senso. La disposizione dei tasti negli angoli in basso è senz'altro inconsueta ma credo, anche avendo esperienza di un palmare come il jasjar dell'imate, che sarà molto utile sopratutto in condizioni di mobilità. Credo tuttavia che le tastiere video che useremo nei prossimi anni saranno ancora diverse. Che bisogno c'è di mostrare a video tutti i tasti quando ineffetti, sulla base della lingua scelta, sappiamo che solo alcune lettere possono seguire quelle già effettivamente scritte? Tasti grandi (facili da premere anche con le dita) e risparmio di spazio sullo schermo facendo apparire solo le lettere utili. Un ruolo fondamentale sarà poi svolto dall'autocompletamento in stile T9. Dunque i device del futuro saranno senza tastiera

domenica, marzo 26, 2006

Super pubblico

Ancora una volta Danah Boyd ha pubblicato un contributo molto interessante. Questa volta il tema è il pubblico o meglio la sua versione contemporanea che Danah definisce "super pubblico". Come la stessa autrice riferisce non si tratta di una definzione chiara ma piuttosto di un'idea in progress. Sicuramente il concetto di pubblico al tempo del FarsiMedia è qualcosa al tempo stesso più radicale e pervasivo che in passato. Sicuramente c'è uno svincolarsi ulteriore del legame locale. Il pubblico, e questo da Gutemberg in poi, non è più quello che condivide il nostro intorno spazio-temporale. O meglio non è solo quello. Il pubblico di oggi è tuttavia qualcosa di ancora diverso da quello indistinto tipico delle comunicazioni di massa.
Digital life has really screwed with the notion of public, removing traditional situationism (Goffman) that connects strangers. If the Kenyan farmer is connected to the Internet and reads English, he can be a part of Bloomberg's public via the New York Times.
(...)
People's notion of public radically changes when they have to account for the Kenyan farmer, their lurking boss, and the person who will access their speech months from now. People's idea of a public is traditionally bounded by space, time and audience - the park is a public that people understand. And, yet, this is all being disrupted.
(...)
What does it mean to speak across time and space to an unknown audience? What happens when you cannot predict who will witness your act because they are not visible now, even though they may be tomorrow? How do people learn to deal with a public larger and more diverse than the one they learned to make sense of as teenagers? How are teenagers affected by growing up in an environment where they can assume super publics? I want to talk about what it means to speak for all time and space, to audiences you cannot conceptualize. A reporter recently asked me why kids today have no shame. I told her it was her fault. Media is obsessed with revealing the backstage of people in the public eye - celebrities, politicians, etc. More recently, they've created a public eye to put people into - Survivor, Real World, etc. Open digital expression systems coupled with global networks took it one step farther by saying that anyone could operate as media and expose anyone else. What's juicy is what people want to hide and thus, the media (all media) goes after this like hawks. Add the post-9/11 attitude that if you hide something, you are clearly a terrorist. Should it surprise anyone that teenagers have responded by exposing everything with pride? What better way to react to a super public where everyone is working as paparazzi? There's nothing juicy about exposing what's already exposed. Do it yourself and you have nothing to worry about. These are the kinds of things that are emerging as people face life in super publics.
Queste frasi mettono bene in evidenza un aspetto importante del FarsiMedia. L'accesso alla comunicazione verso un pubblico indistinto, una volta patrimonio di pochi, è oggi aperto a tutti. Come per i mezzi di comunicazione tradizionali (dai romanzi, ai film, alle soap operas, ai reality show) il contenuto di queste conversazioni riguardano molto spesso esperienze. L'esposizione costante a queste esperienze ci cambia costantemente (come avviene da sempre). Quello che oggi sembra diverso è la quantità e la frequenza di queste esperienze di esperienze ed il costante potenziale contatto con esperienze molto diverse da quelle proprie delle nostre reti sociali o da quelle proposte dai media di massa. Osservare le esperienze di un anziano essendo un giovane, di una mamma essendo un uomo, di uno studente essendo un professore, di un cinese essendo un europeo... il contatto con diversi punti di vista aiuta a relativizzare la propria prospettiva e forse, in quale modo, rende necessario affermarla. Non nel senso di imporla ma nel senso di proporla. In fondo le esperienze ed i pensieri privati non sono utili alla società fatta di comunicazioni. Si tratta di materiale prezioso capace come pochi altri di attivare la comprensione e dunque nuove comunicazioni. Il sistema funziona meglio se tutto è pubblico. Esiste dunque ancora uno spazio per il privato nell'epoca del "super pubblico"? Cosa ne sarà della privacy al tempo del FarsiMedia? P.S. Le pubblicazioni di Danah Boyd possono essere scaricate gratuitamente online.

mercoledì, marzo 15, 2006

La Verità è l'invenzione di un bugiardo

Ed anche le conseguenti accuse di ribaltamento della Verità, le Menzogne, le Falsità e tutto il resto dello sciocchezzario ripetuto fino alla noia lunedì sera. A parte questa considerazione cibern-etica volevo mostrarvi questo grafico che più di mille parole racconta cosa è accaduto sul web il giorno dopo l'incontro. Technorati Chart
Get your own chart! Mi sembra interessante. Poi è ancora più interessante vedere i contenuti. Ci sarebbe materiale per una ricerca ma mi limito a riportare una nota di colore. La grafomania di Silvio ha infatti scatenato la fantasia dei blogger che hanno prodotto diverse ipotesi sul possibile contenuto degli scarabocchi che il nostro presidente ha redatto con le sue splendide penne per quasi tutta la trasmissione. Di seguito trovate due fra le ipotesi più accreditate.

martedì, marzo 14, 2006

Alcune certezze sulle radici del futuro

Anche se il titolo potrebbe far pensare a straordinarie scoperte scientifiche che spiegano finalmente l'origine del mondo e sopratutto dove stiamo andando nella co-evoluzione socio-tecnologica, in realtà si tratta solo di certezza che riguardano il volume che ho in pubblicazione. La prima certezza è la copertina che sarà questa (pdf). L'immagine l'ho trovata su Flickr! e l'autore (Philippe Pellissier) mi ha gentilmente concesso i diritti per l'utilizzo.
Per i più scettici ho anche trovato una pagina nel sito di FrancoAngeli dedicata al libro non proprio aggiornatissima ma che dovrebbe tuttavia essere via via modificata per riflettere i tempi di lavorazione e le date di uscita. L'ultima informazione che ho è che il volume dovrebbe essere in libreria per la fine di aprile/inizio di maggio.

domenica, marzo 12, 2006

La nuova interfaccia utente di Office 2007

Di solito le interfacce sono costruite con il preciso scopo di creare dei livelli di opacità fra l'utente ed il funzionamento del sistema che sta utilizzando. Questi livelli di opacità tendono a celare il vero funzionamento del sistema esponendo solo i comandi di cui l'utente ha veramente bisogno per portare a termine i propri compiti. La dialettica fra opacità e trasparenza è un classico delle riflessioni sul rapporto uomo/compter e chi fosse interessato trova nei lavori di Sherry Turkle e Donald Norman molti spunti di riflessione in questo senso. Quello che appare interessante in questo documento che introduce la nuova interfaccia grafica di Office 2007 è proprio l'idea che sta alla base del nuovo design. Le ricerche sulla UI di Office degli ultimi hanni ha infatti dimostrato che la stragrande maggioranza degli utenti ignora totalmente gran parte delle funzionalità avanzate offerte da questi software. Da questo punto di vista la consistenza delle interfacce fra le diverse versioni, se da una parte ha consentito di passare senza necessità di nuova formazione da Office 95 a Office 2003, inizia a mostrare i suoi limiti. Il numero di funzionalità nel frattempo è cresciuto ma il sistema di menù e sotto-menù cela le opzioni più avanzate e potenzialmente utili sul piano della produttività in luogi troppo remoti per l'utente medio. Da qui l'idea (non poco rischiosa) di rivoluzionare il funzionamento dell'interfaccia di Office passando dal sistema dei menù a quello dei Command Tabs. (fare clic per ingrandire) Ad esempio Word avrà un certo numero di Command Tabs quali scrivere, inserire, page layout, lavorare con i riferimenti bibliografici, fare mailings e fare review di documenti (prevedo che la localizzazione in Italiano dei nomi di queste attività sarà dura...). Ogni Command Tab avrà un certo set di icone che dovrebbero aiutare l'utente a concentrarsi sul task in corso ed al tempo stesso rendere più evidenti le funzionalità avanzate connesse a quell'attività. Ineffetti se si pensa a quanto siano poco usate funzionalità che comportano un'enorme semplificazione del lavoro come la stampa unione e la collaborazione per review sui documenti non si può che condividere almeno l'analisi che ha portato a questa idea. Maggiori informazioni e diversi screenshot di Word, Excel, Powerpoint, Outlook e Access in questo post di uno dei blog tenuti dagli sviluppatori di Office.

mercoledì, marzo 08, 2006

Naked Conversation

Non il libro di Robert Scoble ma quello che succede se ti capita di fare delle lezioni all'Università ed usare Technorati... guardate cosa abbiamo trovato oggi mentre progettavamo un progetto di ricerca sull'immagine sul web del territorio di Pesaro e Urbino :-) Proprio oggi abbiamo spiegato i meccanismi della publicy a newmedia... peccato perchè questo esempio era perfetto...

martedì, marzo 07, 2006

Blog per i parlamentari cinesi

BetaNews riporta la notizia che, nel tentativo di migliorare il rapporto fra il parlamento ed i cittadini, la Cina abbia messo a disposizione di tutti i parlamentari un servizio per tenere un blog. Al momento non sono molti i parlamentari cinesi che hanno deciso di fare uso di questo servizio e quasi tutti i post sono (ovviamente) favorevoli alle politiche attuate dal governo e alle leggi varate dal parlamento. La cosa divertente è che il sistema dei media non può trovare spunti tematici in un mare di contenuti tutti così uguali. E questi contenuti creano tuttavia uno sfondo rispetto al quale qualsiasi minima differenza si nota. Succede dunque che la prima voce che muove la minima critica pubblica, in questo caso il coraggioso parlamentare Pan Shiyi, finisce dritto dritto sulle agenzie internazionali e sui blog di mezzo mondo.

domenica, marzo 05, 2006

Archeologia delle consolle poratili

Engadget pubblica oggi una breve storia del videogioco tascabile. Mi ha colpito scoprire che l'idea del doppio schermo vista di recente nel Nintendo DS era stata già sperimentata da Nintendo con il Game & Watch Series (1980-91) (qui sulla sinistra).

giovedì, marzo 02, 2006

Are you listening?

Qualche giorno fa ho cercato di fare un esperimento per attirare l'attenzione di Robert Scoble e Shel Israel verso questo blog. L'esperimento è essenzialmente fallito ma l'esito non è definitivo. Una parte essenziale dell'esperimento consisteva nell'ipotesi che Technorati avrebbe mostrato il mio post usando la parola chiave "Naked Conversations". Di fatto (come tutti possono constatare) così non è. Stesso risultato si ottiene filtrando i soli risultati in lingua italiana. Strano... poi stamattina leggo sul blog di Casual.info.in.a.bottle che anche lui ha notato lo stesso problema... Cosa succede a technorati?

martedì, febbraio 28, 2006

Apple lancia un origami?

In serata sapremo cosa sia questo "fun new product" annunciato da Steve Jobs qualche giorno fa. Nel frattempo il sito di engadget ha chiesto ai suoi lettori di immaginare cosa potrebbe essere questo nuovo device. I risultati sono disponibili in questa fantastica galleria. Fra le ipotesi più probabili si parla di un video-ipod, un tablet pc o uno stereo-di-quelli-portatili-tipo-rapper-anni-80 nel quale sarà possibile inserire il proprio iPod godendo della musica amplificata. Mi piacerebbe molto che fosse la seconda ma credo che sarà la terza. :-)

domenica, febbraio 26, 2006

Cos'è origami?

Da qualche giorno si parla molto di questo progetto segreto di Microsoft chiamato Origami. Il sito ufficiale non dice molto e rimanda gli utenti alla data del 2 Marzo 2006. Una strategia per creare l'attesa ormai piuttosto consolidata sul web. Peccato che l'agenzia di comunicazione DigitalKitchen (bisogna cliccare su Enter the main site, poi ancora enter e scegliere WORK/Brandtheatre) incaricata di realizzare il clip abbia pensato di aggiornare il proprio sito web con troppa solerizia... Comunque nel video si vede un device delle dimesioni a metà fra un palmare ed un tablet pc che viene utilizzato nell'ordine come player musicale, per disegnare (l'applicazione che si vede in uso è già disponibile da tempo per tablet pc), come GPS, come schermo per guardare ed inviare fotografie (in collegamento con un cellulare), come cornice per le foto digitali, come telecomando per un media center, come consolle portatile, per collegarsi a Internet... Uhm si appunto per collegarsi ad Internet ad uno strano sito il cui link è in bella evidenza nel commercial... http://www.taikoux.com/. Si tratta di un blog apparentemente appena aperto con un solo post ed un commento (il secondo è il mio). Il post dice qualcosa del tipo... beh questo device non è niente di eccezionale ed anche gli usi che si vedono nel video sono forse impossibili per un oggetto con quel fattore di forma. Il dominio è registato da qualcuno che ha usato un servizio di proxy per rimanere anonimo. Il mistero si infittisce... Piccolo aggiornamento: al momento il blog che ho linkato è scomparso :-o e al suo posto c'è un sito che parla di poker...

main vs non-main stream

Dal blog di una collega di gilda riporto questo interessante grafico che sovrappone la timeline degli eventi più importanti dello scorso anno negli Stati Uniti al numero di post pubblicati nei blog. Sicuramente esiste una correlazione ma come interpretarla? L'agenda dei blogger si forma su quella dei mezzi di comunicazione di massa? Purtroppo il grafico non può dire molto sulla natura di questa correlazione ma descrive bene una delle molteplici prospettive di ricerca che potrebbe essere interessante portare avanti sull'argomento.

sabato, febbraio 25, 2006

Quando l'autoironia non manca

Crozza che canta Zapatero alla convention dell'Ulivo (trasmessa via web e su Nessuno TV) di fronte a tutti i leader della coalizione. Veramente imperdibile. update: vedo che Repubblica.it ha linkato l'audio del monologo e del pezzo sulla proporzionale.

venerdì, febbraio 24, 2006

Naked conversations italian translation

Ho iniziato a leggere Naked Conversations di Robert Scoble e Shel Israel da alcuni giorni. Un libro interessante che meriterebbe una traduzione in italiano sopratutto per arrivare a quel vasto pubblico di manager che da noi non conosce nè l'inglese nè cosa siano i blog nè, tanto meno, ha letto le 95 tesi del Cluetrain Manifesto. Mi sono chiesto come contattare Scoble ed ho velocemente sondato mentalmente tutti i metodi tradizionali (email, provare a contattare qualche conoscenza in Microsoft, scrivere una lettera ufficiale). Poi mi è venuta un'idea. Provare a mettere in pratica quello che Scoble e Israel raccontano nel loro libro. Di fatto questo post è stato costruito, oltre che con lo scopo di suggerire a tutti (sopratutto quelli che credono che i blog siano inutili) la lettura di questo libro, anche per far arrivare questa richiesta agli autori e al tempo stesso a verificare se Scoble e Israel mangiano effettivamente il cibo che confezionano per i loro cani/lettori. L'idea delle Naked Conversations è che, attraverso i blog, i consumatori possono entrare in contatto con le aziende produttrici attraverso un mezzo di comunicazione che non riproduce l'asimmetria produttore/consumatore. Gli autori raccontano in modo piuttosto convicente come sia folle per le aziende che producono beni e servizi ignorare i pareri ed i giudizi che i consumatori si scambiano su Internet attraverso i blog. Di più: monitorare non basta. Bisogna entrare in queste conversazioni e provare a difendere la bontà dei propri prodotti o il buon nome della propria azienda direttamente all'interno di queste conversazioni senza rete. Non attraverso le voci degli uffici stampa ufficiali ma attraverso quelle delle persone che contribuiscono a progettare e creare i prodotti di quell'azienda. Dunque suppongo che Scoble e Isreal useranno un servizio come technorati per monitorare cosa i lettori dicono del loro libro. Se così fosse, un buon modo per attirare la loro attenzione e chiedere il permesso per la traduzione potrebbe essere un post come questo... Robert, Shel... if you can read this then you are really eating the food of your dog. We'd like to ask you the rights to translate Naked Conversations in italiano. If u are interested just leave a comment here.

giovedì, febbraio 16, 2006

Silvio, Romano e la guerra dei blog

Posts that contain Silvio Berlusconi per day for the last 30 days.
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Posts that contain Romano Prodi per day for the last 30 days.
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martedì, febbraio 07, 2006

Machinima? Niente di nuovo...

Pietro mi fa notare in un commento al post precedente che il fenomeno di cui parlo non è affatto nuovo ed esiste dai tempi del primo episodio di Quake. Ineffetti la voce machinima su Wikipedia fa risalire il fenomeno ai primi anni '90 e ne individua le radici addirittura nei demo un pò psichedelici con i quali la maggior parte dei pirati firmavano le loro performance durante i primi anni '80. A mio avviso, tuttavia, l'aspetto più interessante dell'articolo di Wired è riassunto in quel "for the masses". Credo che in fondo sia solo un aspetto di una tendenza più generalizzata al creare/pubblicare. Fino a qualche anno fa le masse potevano solo fruire di questi contenuti. Oggi, grazie ad una serie di tecnologie largamente disponibili per la produzione e la distribuzione dei contenuti, una fascia crescente della popolazione può provare le sensazione di partecipare ad una comunicazione di massa dal punto di vista dell'emittente e non del destinatario. La comunicazione di massa non è più "read only". Questo processo, il "Farsi Media", avrà un impatto di cui è difficile comprendere oggi le dimensioni ma che, a mio modo di vedere, può essere assimilato ad altri passaggi epocali caratterizzati dall'accesso di massa a certe tecnologie della comunicazione (vedi la diffusione della stampa di cui ancora oggi fatichiamo a comprendere le reali conseguenza sulla struttura della nostra società). Ovviamente il fenomeno dei machinima (e dei bellissimi fumetti realizzati con il motore di Half Life che segnala Pietro) si presta a molti altri livelli di analisi fra cui quello estetico sul quale, per la verità, non so molto.

lunedì, febbraio 06, 2006

C'era una volta Dawson

...oggi c'è gente che utilizza i motori 3d dei videogiochi per fare il regista senza bisogno di attori, luci, scenari o telecamere. Si chiamano Machinima e del fenomeno parla diffusamente Wired in un recente articolo. Ora un collega della gilda dei ricercatori europei mi ha segnalato questo filmato da non perdere realizzato con questa tecnica.

venerdì, febbraio 03, 2006

Programma Videomondi: Forme sociali e linguaggi dei videogiochi

Per chi fosse interessato al rapporto fra società e videogiochi segnalo la pubblicazione del programma del seminario "Videomondi" che si terrà presso la Sala Cinema della Facoltà di Sociologia dell'Università "Carlo Bo" di Urbino, giovedì 9 febbraio dalle ore 10 alle ore 18. Il seminario è stato volutamente costruito in modo informale e senza privilegiare un singolo punto di vista pre-costituito. Per questo motivo il gioco elettronico sarà analizzato da molteplici prospettive (come luogo della comunicazione, come aspetto delle videoculture digitali, come strumento per la formazione, come tecnologia per la comunicazione, come forma mediale ibrida e di confine e come settore dell'economia della mobilità). Non mancherà inoltre un momento di relax rappresentato dal live set di musica elettronica tratta dalle musiche dei videogiochi organizzato da Tiziano Lucci.

domenica, gennaio 29, 2006

Collective Intelligence 2.0

Segnalo questo interessante progetto che mira a creare un web service che fotografi in tempo reale lo stato del web allo scopo di creare le basi perchè questo sistema possa auto-osservarsi e reagisca al suo stesso stato. Anche se molto ambizioso, il progetto non è del tutto impossibile da realizzare e vi sono diversi esempi locali di questo approccio nei servizi tipici del così detto Web 2.0. Note for Nova Spivack: I've a background in Niklas Luhmann's theory of social systems wich may provide a reasonable theoretical framework for the project. View also my complete profile.

sabato, gennaio 28, 2006

Makine | Mapping Knowledge in an Heterogeneous Intelligent Environment

Era un pò di tempo che avevamo in mente questa idea e finalmente abbiamo trovato l'occasione per provare a formalizzare la proposta nella forma di una poster presentation per l'International Symposium on Intelligent Environments (5-7 April 2006 - Homerton College, Cambridge, United Kingdom). Nel poster abbiamo volutamente omesso i dettagli teorici che visto il contesto della presentazione potrebbero essere considerati superfluei. L'idea di base che ci ha consentito di fondare teoricamente la nostra idea consiste nel definire come "intelligente" un ambiente adatto alla riproduzione della comunicazione. In generale un'ambiente in grado di memorizzare e visualizzare parte delle comunicazioni di un sistema sociale è, in questo senso specifico, intelligente perchè renderà disponibile nella forma di nuovi possibili temi della comunicazione le precedenti comunicazioni (anche tutti i mezzi di diffusione successivi alla scrittura, ad esempio, costituiscono altrettanti esempi di tecnologie che rendono un ambiente, in questo senso, intelligente). Dal punto di vista più tecnico il design della soluzione proposta è basato su un mix di tecnologie che vanno dal posizionamento spaziale degli utenti attraverso RFID alle logiche di social networks alla friendster o linkedin (o meglio ancora facebook) fino all'utilizzo di tag e tagclouds per la visualizzazione ed analisi delle competenza a disposizione di un organizzazione localizzate nello spazio. Lo scopo di questa presentazione è quello di trovare partner tecnologici con i quali definire meglio e sviluppare questa idea allo scopo di partecipare a successive CFP che prevedano specifiche forme di finanziamento.

martedì, gennaio 24, 2006

Coffee is better: ovvero blog e personal message in Windows Live Messenger

Da qualche settimana sto testando (grazie Romeo) MSN Messenger 8 Beta (ovvero Windows Live Messenger). Non vi sto a descrivere le nuove funzionalità perchè di queste informazioni è pieno il web. Fin da un primo sguardo appare ovvio che WLM è pensato come un prodotto destinato ai teenagers e come tale ha una serie di funzionalità puramente estetiche di dubbia utilità pratica. Questa sua specificità rende MSN Messenger (ai miei occhi) al tempo stesso barocco ed interessante. E' troppo barocco per il mio utilizzo quotidiano (con quegli odiosi banner pubblicitari), ma estremamente interessante come tecnologia della comunicazione. Da questo punto di vista Windows Live Messenger ha almeno un paio di funzionalità di rilievo. La prima, già inclusa nelle precedenti versioni dell'applicazione, è la possibilità di inserire un messaggio subito dopo il proprio nome (personal message). Nulla di nuovo dunque ma questa volta il campo per immettere la frase fa bella mostra di sè nella parte alta e ben visibile della finestra principale e non solo nell'oscuro menù delle opzioni. Mi sembra una bella trovata del resto la pratica di aggiugere una frasetta che descriva il proprio stato d'animo è estremamente diffusa e non priva di interesse. Forse è solo una mia impressione (non credo) ma quante volte vi è capitato di iniziare a parlare con uno dei vostri contatti solo per chiedere spiegazioni della suddetta frase? E quante volte hanno chiesto a voi di spiegare la frase? [se vi è capitato e avete voglia di scrivermi due righe nei commenti sono gradite]. Se esistesse una scala per calcolare la capacità di qualcosa nel favorire la riproduzione della comunicazione, di certo il "personal message" farebbe segnare un bel punteggio. La seconda funzionalità interessante riguarda la connessione con i blog. Dall'elenco dei propri contatti è possibile accedere al blog del diretto interessato. Purtroppo al momento funziona solo con MSN Space. Questo non è bello ma conoscendo come lavora Microsoft non sono sorpreso. Ritengo inoltre molto probabile che, in futuro, sarà possibile per sviluppatori di terze parti realizzare plugin per fare una cosa analoga con gli altri servizi di blogging o semplici link.

mercoledì, gennaio 18, 2006

Televisione digitale

Segnato questo speciale in due parti di Engadget sulle varie forme di televisione digitale esistenti e la differenza fra televisione digitale ed alta definizione.

martedì, gennaio 10, 2006

Videomondi rimandato e wow researcher guild

A causa di un paio di indisponibilità degli ospiti esterni abbiamo deciso di rinviare il seminario sui videogiochi di un paio di settimane. Stiamo provando a fissare per il 9 di febbraio. Visto la natura assolutamente informale di questo seminario non è detto che anche questa data salti :-) Intanto però abbiamo creato un blog per raccontare l'iniziativa che conterrà tutte le informazioni del caso. Nel frattemo a proposito di games studies oggi alle 22 su Moonglade Horde side abbiamo il primo business (?) meeting con formalizzazione della glida dei ricercatori europei. Anche in questo caso c'è un blog ad hoc che contiene fra l'altro le istruzioni per chi fosse interessato a partecipare all'iniziativa. Per chi invece stesse cercando sullo stradario Moonglade Horde side consiglio di leggere questo post che racconta fra le righe l'iniziativa.

Attività di ricerca

Dopo una lunga gestazione abbiamo finalmente pubblicato due mini siti informativi che descrivono un paio di ricerche nelle quali sono coinvolto: - Wireless Lan e sistemi di Health Care: il caso delle Marche - Verso il distretto digitale del mobile di Pesaro: tra innovazione tecnologica e forme culturali So che in relazione all'ultimo progetto è in fase di avanzata preparazione un primo report che analizza come e perchè si è parlato negli ultimi tempi del distretto indistriale di Pesaro sui media locali e specialistici.

giovedì, gennaio 05, 2006

Videomondi: Forme e linguaggi dei videogiochi (fra luoghi e narrazioni)

Ecco il titolo del nostro seminario interno sui videogames che si terrà il 27 Gennaio 2006 presso la facoltà di Sociologia. Credo sarà divertente... Il programma prevede otto (4 di mattina e quattro di pomeriggio) interventi con ampio spazio per domande e risposte. Credo saranno presentati diversi modi di studiare il fenomeno da quello mediologico a quello semiotico, dalla teoria dei sistemi sociali al versante psico-pedagico. Ecco il mio abstract. Il videogioco, da ormai alcuni anni, è uscito dalla nicchia dell’intrattenimento riservato a giovani e giovanissimi e rappresenta una nuova opzione del tempo libero per strati crescenti della popolazione. Con la crescita del fenomeno è comparsa anche in Italia una letteratura scientifica che tratta del videogioco da diverse prospettive e campi disciplinari. Scopo di questo intervento è osservare il mondo del videogioco dal punto di vista dei sistemi sociali. Ovvero nell'ambito della co-evoluzione fra tecnologie e società. Inizialmente proverò a descrivere una distinzione fra videogiochi di interazione e videogiochi di interattività. Si tratta di etichette coniate agli albori degli studi sulla comunicazione mediata dal computer che tornano tuttavia utili per distinguere fra fenomeni parecchio diversi come il videogioco tradizionale in modalità single-player e le varie forme del multi-player via Internet (fino ad arrivare ai MMORPG). Lo scenario di riferimento è quello dell'evoluzione dei sistemi sociali. Ovvero network di comunicazioni che tendono a svilupparsi generando forme sempre diverse di strutture che tendono a rendere più probabile la riproduzione di comunicazione. La scrittura, in questo senso, può essere vista come uno dei risultati di questo processo. Grazie al linguaggio scritto è possibile assicurare la permanenza nel tempo e nello spazio dell'informazione e sganciare così il momento dell'emissione da quello della comprensione. I mezzi di diffusione affrontano dunque questa specifica forma di improbabilità della comunicazione: la distanza. Con le reti di comunicazione diffuse (prima quelle telefoniche e poi Internet) si è raggiunto un livello di probabilità della connessione a prescindere dallo spazio estremamente elevato. Vale dunque la pena chiedersi quale può essere lo step successivo dell’evoluzione di questi sistemi dal momento che la prospettiva del villaggio globale sembra essere un risultato ormai acquisito. La sensazione è che, per assicurarsi un ulteriore spazio di crescita, i network comunicativi stiano lavorando sul fattore del tempo e sulla creazione di nuovi spazi fatti di comunicazione per la comunicazione. Questa strategia è molto chiara se si guarda al videogioco. I videogiochi di interattività lavorando prevalentemente sulla dimensione del tempo grazie alle possibilità offerte dalle consolle portatili che rappresentano solo un esempio di quella vasta gamma di device mobili che insieme alle infrastrutture di rete senza fili ci assicurano una permanente possibilità di connessione anche in movimento. Si tratta in pratica di agire sul fattore della prevasività, consentendo ai sistemi psichici di riprodurre un numero maggiore di comunicazioni in un determinato tempo. Sull'altro versante, con i videogiochi di interazione, si aprono nuovi spazi della comunicazione. Spazi virtuali (dai progenitori MUD fino ai moderni ambienti tridimensionali) resi possibili dalla connessione contemporanea di più giocatori che condividono lo stesso ambiente sintetico comunicando dentro e su di esso. Entrambi gli scenari non sono privi di opportunità e di nuovi problemi. In particolare cercherò di presentare ed affrontare due tematiche che sottendono ad altrettante prospettive di ricerca cercando di rispondere alle seguenti domande: 1. Continuos partial attention I sistemi psichici riusciranno a sviluppare le capacità di parcellizzare la propria attenzione fra diverse esperienze di comunicazione contemporanee senza che questo porti ad una totale e diffusa mancanza di attenzione? 2. Ordine sociale e spazi della comunicazione Oltre al problema della diffusione, i network di comunicazione devono risolvere anche il problema dell'accettazione della comunicazione. Esistono strutture di aspettative condensate che sottendono all'ordine sociale in ambienti virtuali dove, anche per via dell'anonimato e del contesto ludico, i partecipanti godono della massima libertà dalle regole sociali tradizionali?

martedì, gennaio 03, 2006

Google Cubes

Secondo il Los Angeles Times, Google si starebbe apprestando a sbarcare nel mondo dei fornitori di hardware. Si parla di un pc (o set-top-box) a basso costo con possibilità di guardare la TV, connettersi in rete e sistema operativo sviluppato da Google (dunque non Windows). Lerry Page sarà sul palco del CES di Las Vegas venerdì prossimo. Si attende la presentazione di un prototipo dell'oggetto o l'annuncio di una partnership strategica con un grande rivenditore come Wal Mart.